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art civile codice

Risultati 11586-11620 di 36296

Cass. civile, sez. II del 1998 numero 11891 (24/11/1998)

Il concetto di comoda divisibilità di un immobile a cui fa riferimento l'art. 720 cod. civ. postula sotto l'aspetto strutturale che il frazionamento del bene sia attuabile mediante determinazione di quote concrete suscettibili di autonomo e libero godimento che possano formarsi senza dover...

Cass. civile, sez. II del 1998 numero 1202 (06/02/1998)

La disposizione contenuta nell' art. 46 capoverso cod. civ., secondo cui, qualora la sede legale della persona giuridica è diversa da quella effettiva, i terzi possono considerare come sede della persona giuridica anche quest' ultima, vale pure ai fini della disciplina delle notificazioni contenuta...

Cass. civile, sez. II del 1998 numero 12106 (28/11/1998)

In tema di appalto, la norma di cui all'art. 1669 c.c. ha, nonostante la relativa sedes materiae, natura indiscutibilmente extracontrattuale (essendo diretta a tutelare l'interesse, di carattere generale, alla conservazione ed alla funzionalità degli edifici e degli altri immobili destinati, per...

Cass. civile, sez. II del 1998 numero 1382 (11/02/1998)

Il giudice può addivenire alla liquidazione dei danni in via equitativa, tanto nell' ipotesi in cui sia mancata interamente la prova del loro preciso ammontare, per l' impossibilità della parte di fornire congrui ed idonei elementi al riguardo, quanto nell' ipotesi di notevole difficoltà di una...

Cass. civile, sez. II del 1998 numero 2261 (01/03/1998)

Il condomino che deduce di avere usucapito la cosa comune deve provare di averla sottratta all'uso comune per il periodo utile all'usucapione e cioè deve dimostrare una condotta diretta a rivelare in modo inequivoco che si è verificato un mutamento di fatto nel titolo del possesso, costituita da...

Cass. civile, sez. II del 1998 numero 2386 (04/03/1998)

In tema di risoluzione contrattuale, la variazione in aumento del cosiddetto "prelievo comunitario" (sorta di dazio doganale sulle importazioni in vigore nei paesi della CEE, imposto, nella specie, in relazione ad una compravendita di olio di oliva proveniente dalla Grecia) rientra nella normale...

Cass. civile, sez. II del 1998 numero 4174 (23/04/1998)

L'istituto della compensazione presuppone l'autonomia dei rapporti cui si riferiscono i contrapposti crediti delle parti e non è configurabile allorché i rispettivi crediti e debiti abbiano origine da un unico rapporto, nel qual caso la valutazione delle reciproche pretese importa soltanto un...

Cass. civile, sez. II del 1998 numero 4815 (13/05/1998)

Dal sistema delle regole ermeneutiche in materia di contratti si desume l' esistenza di un principio di gerarchia nel senso che le norme interpretative vere e proprie di cui agli artt. 1366-1371 c.c. di modo che la determinazione oggettiva del significato e della portata da attribuire alla...

Cass. civile, sez. II del 1998 numero 4908 (15/05/1998)

In tema di reintegrazione del possesso il giudice deve da un lato accertare l'esistenza di un possesso tutelabile e di una azione integrante gli estremi di uno spoglio, mentre ogni questione riguardante la legittimità del possesso e la sua rispondenza ad un valido titolo è estranea al giudizio...

Cass. civile, sez. II del 1998 numero 5111 (22/05/1998)

L' art. 2233 cod. civ., nello stabilire che la liquidazione del compenso spettante al professionista, in difetto di espressa pattuizione tra le parti, debba essere eseguita a termini di tariffa e, quando questa manchi (o non sia vincolante: cosiddetta tariffa obbligatoria, direttamente integrativa...

Cass. civile, sez. II del 1998 numero 5302 (29/05/1998)

L'eccessiva onerosità di una prestazione rispetto alla corrispettiva, ai fini della risoluzione del contratto - anche preliminare - va valutata comparando il valore di entrambe al momento in cui sono sorte e a quello in cui devono eseguirsi, mentre la prescrizione della relativa azione decorre dal...

Cass. civile, sez. II del 1998 numero 5312 (29/05/1998)

A norma dell' art. 1062 cod. civ., la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia è impedita dalla contraria manifestazione di volontà del proprietario dei due fondi al momento della loro separazione, e tale contraria manifestazione di volontà non può desumersi per "facta...

Cass. civile, sez. II del 1998 numero 5314 (29/05/1998)

L'affidamento di un bene (come conseguenza della stipula di un contratto atipico) per la realizzazione di un interesse proprio anche dell'affidatario conferisce, a quest'ultimo, la detenzione qualificata della "res", tutelabile, ex art. 1168 cod. civ., con l'esercizio dell'azione di reintegrazione...

Cass. civile, sez. II del 1998 numero 5868 (12/06/1998)

La sdemanializzazione dei terreni abbandonati per fenomeni di inalveamento di un corso di acqua consegue, automaticamente (nella disciplina di cui all' art. 946 cod. civ. anteriore alla modifica di cui alla legge n. 37 del 1994), all' evento naturale dell' abbandono dell' alveo, indipendentemente da...

Cass. civile, sez. II del 1998 numero 6814 (13/07/1998)

Il recesso del committente dal contratto di appalto senza richiesta di risarcimento del danno, e rimborsando l' appaltatore delle spese affrontate, compensandolo per i lavori eseguiti e risarcendolo per i danni subiti, può esser esercitato in qualsiasi momento ed esser giustificato anche dalla...

Cass. civile, sez. II del 1998 numero 7498 (30/07/1998)

La norma di cui all'art. 18 legge 765/67 la quale stabilisce che nelle nuove costruzione e anche nelle aree di pertinenza delle costruzioni stesse debbono essere riservati appositi spazi per parcheggi in misura non inferiore a un metro quadrato per ogni venti metri cubi di costruzione, pone un...

Cass. civile, sez. II del 1998 numero 8357 (24/08/1998)

Alla stregua del principio di autonomia contrattuale, che consente alle parti di avvalersi di strumenti negoziali non tipizzati, è legittima la costituzione di una rendita vitalizia mista con donazione, da intendersi realizzata allorché le parti concludono una convenzione intesa a determinare,...

Cass. civile, sez. II del 1998 numero 8610 (29/08/1998)

La servitù può comportare per il proprietario del fondo servente l'obbligo di un "facere", purché esso costituisca solo un'obbligazione accessoria che non esaurisce l'intero contenuto della servitù, in quanto volto solo a consentirne il completo esercizio.

Cass. civile, sez. II del 1999 numero 1162 (11/02/1999)

La collocazione di una tubatura di scarico di un servizio, di pertinenza esclusiva di un condomino, in un muro maestro dell' edificio condominiale, rientra nell' uso consentito del bene comune, per la funzione accessoria cui esso adempie, restando impregiudicata la domanda di condanna del...

Cass. civile, sez. II del 1999 numero 13569 (04/12/1999)

Il potere certificativo, dal quale deriva la fede privilegiata dell' attestazione proveniente dal pubblico ufficiale, è espressione di una funzione pubblica e, come tale, può estrinsecarsi solo in ipotesi tassativamente previste; poiché nessuna disposizione di legge attribuisce al sindaco il potere...

Cass. civile, sez. II del 1999 numero 190 (11/01/1999)

Il nostro sistema giuridico non prevede la facoltà, per i privati, di costituire servitù meramente personali (cosiddette "servitù irregolari"), intese come limitazioni del diritto di proprietà gravanti su di un fondo a vantaggio non del fondo finitimo, bensì del singolo proprietario di quest'ultimo,...

Cass. civile, sez. II del 1999 numero 3415 (08/04/1999)

La compravendita immobiliare sottoposta alla condizione sospensiva del pagamento del prezzo si inquadra nella figura della compravendita con riserva di proprietà, nella quale il trasferimento di tale diritto si realizza "ex nunc" con il pagamento dell'ultima rata del prezzo. La condizione in esame è...

Cass. civile, sez. II del 1999 numero 3621 (13/04/1999)

Poiché la transazione richiede la forma scritta solo "ad probationem" (salvo quando riguardi uno dei rapporti di cui all' art. 1350 n. 12 cod. civ.), qualora siano pacifici tra le parti la stipula di una transazione e il suo contenuto, il giudice deve tenerne conto ai fini della decisione, a nulla...

Cass. civile, sez. II del 1999 numero 3756 (15/04/1999)

La presunzione semplice di responsabilità del costruttore posta dall'art. 1669 c.c. per il pericolo di rovina dell'opera o per altro grave difetto costruttivo che si manifesta nel corso di dieci anni, può essere vinta, non già con la prova dell'essere stata usata tutta la diligenza possibile...

Cass. civile, sez. II del 1999 numero 4266 (28/04/1999)

Il sottotetto di un edificio può considerarsi pertinenza dell' appartamento sito all' ultimo piano solo quando assolva la esclusiva funzione di isolare e proteggere l' appartamento stesso dal caldo, dal freddo e dall' umidità, mediante la creazione di una camera d' aria, non anche quando abbia...

Cass. civile, sez. II del 1999 numero 5228 (29/05/1999)

Nel preliminare di vendita immobiliare, l' inadempienza del promittente all' obbligo di provvedere alla cancellazione di pregresse ipoteche, ovvero la sopravvenienza di iscrizioni o trascrizioni implicanti pericolo di evizione non osta a che il promissario possa decidere l' esecuzione in forma...

Cass. civile, sez. II del 1999 numero 5843 (14/06/1999)

In tema di servitù discontinue il possesso tutelabile va considerato in relazione alle peculiari caratteristiche ed esigenze del fondo dominante, senza venir meno in ragione del carattere solo saltuario dell' esercizio, essendo sufficiente una volta instaurata la relazione di fatto sostenuta dall'...

Cass. civile, sez. II del 1999 numero 6949 (05/07/1999)

Non è acquisibile per usucapione o per destinazione del padre di famiglia una servitù di luce irregolare sia perché difetta il requisito dell'apparenza, sia perché, ai sensi dell'art. 902 cod. civ. il vicino ha sempre il diritto di esigerne la regolarizzazione.

Cass. civile, sez. II del 1999 numero 7075 (07/07/1999)

La facoltà di accettazione tacita dell'eredità spetta anche agli eredi del chiamato all'eredità il quale sia deceduto prima di averla accettata; infatti, ai sensi dell'art. 479 cod.civ., la delazione resta identica nel passaggio dal chiamato al suo erede e pertanto questi, oltre ad accettare...

Cass. civile, sez. II del 1999 numero 9782 (14/09/1999)

Il concetto di buona fede, di cui all'art. 1153 cod. civ., che rileva - in base a tale norma - ai fini dell'acquisto della proprietà di beni mobili "a non domino", corrisponde a quello dell'art. 1147 cod. civ. e, pertanto, ai sensi del secondo comma di questa norma, la buona fede non giova a chi...

Cass. civile, sez. II del 2000 numero 11452 (30/08/2000)

Il termine per la denunzia dei vizi della cosa venduta, decorre dal ricevimento del bene soltanto per i vizi apparenti, mentre per i vizi non rilevabili attraverso un rapido e sommario esame della cosa, il termine decorre dal momento della loro scoperta, la quale ricorre allorché il compratore abbia...

Cass. civile, sez. II del 2000 numero 14865 (16/11/2000)

Nei contratti a prestazioni corrispettive i doveri di correttezza, buona fede e diligenza - di cui agli artt. 1337, 1338, 1374, 1375, e 1175 cod.civ. - si estendono anche alle cosiddette obbligazioni collaterali di protezione, di informazione, di collaborazione, che presuppongono e richiedono una...

Cass. civile, sez. II del 2000 numero 15396 (01/12/2000)

Se il contratto ha per oggetto un'obbligazione pecuniaria e il debitore, in luogo del pagamento in denaro, abbia rilasciato al creditore un assegno bancario emesso in suo favore, l'eventuale consenso del creditore - desumibile dall'avere accettato un mezzo e un luogo di pagamento diversi da quelli...

Cass. civile, sez. II del 2000 numero 4329 (06/04/2000)

In tema di successione necessaria, la disposizione di cui all'art. 540 comma secondo cod. civ. determina un incremento quantitativo della quota contemplata in favore del coniuge, in quanto i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso dei mobili che la corredano (quindi,...

Cass. civile, sez. II del 2000 numero 6323 (16/05/2000)

In tema di conclusione del contratto, per il combinato disposto degli artt. 1326, 1328, 1334 e 1335 cod.civ. la revoca della proposta di contratto, quale atto unilaterale recettizio, non produce effetto quando sia pervenuta all'accettante dopo la conclusione del contratto, ossia dopo l'arrivo...