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art civile codice

Risultati 12531-12565 di 35985

Cass. civile, sez. III del 2014 numero 26887 (19/12/2014)

L’art. 1786 c.c. espressamente estende la responsabilità dell’albergatore all’imprenditore del servizio di carrozza letto, sulla considerazione che, come l’albergatore ha l’obbligazione accessoria di garantire il cliente contro i furti delle cose che egli porta nella camera d’albergo e a tal fine di...

Cass. civile, sez. III del 2014 numero 26908 (19/12/2014)

Nell’ipotesi di responsabilità contrattuale del notaio che stipula un atto di trasferimento immobiliare in capo ad un venditore fallito e, quindi, un atto inefficace rispetto ai creditori, dalla condotta del responsabile deriva causalmente l’inefficacia dell’acquisto e la riconsegna del bene, nonché...

Cass. civile, sez. III del 2014 numero 37 (03/01/2014)

A fronte di un orientamento secondo cui la mancata registrazione del contratto di locazione non determina nullità, in quanto, nonostante l'indubbio risalto dato dalla legge n. 431/1998 al profilo fiscale relativo alla registrazione del contratto di locazione, la stessa non è stata tuttavia elevata a...

Cass. civile, sez. III del 2014 numero 7776 (03/04/2014)

L'operazione finanziaria consistente nell'erogazione al cliente, da parte di una banca, di un mutuo contestualmente impiegato per acquistare per conto del cliente strumenti finanziari predeterminati ed emessi dalla banca stessa, a loro volta contestualmente costituiti in pegno in favore della banca...

Cass. civile, sez. III del 2015 numero 14645 (14/07/2015)

Il danno patrimoniale si scandisce in danno emergente e lucro cessante, e ciascuna di queste categorie o sottocategorie è a sua volta compendiata da una pluralità di voci i aspetti o sintagmi. Pur dovendo il ristoro del danno patrimoniale normalmente corrispondere alla relativa esatta...

Cass. civile, sez. III del 2015 numero 16990 (20/08/2015)

La responsabilità del notaio, si è al riguardo altresì precisato, rimane esclusa solamente in caso di espresso esonero – per motivi di urgenza o per altre ragioni – da tale incombenza, con clausola inserita nella scrittura, da considerarsi pertanto non già meramente di stile bensì quale parte...

Cass. civile, sez. III del 2015 numero 18449 (21/09/2015)

Con il solo limite costituito dagli atti che presuppongono l'esistenza di una persona fisica, anche alle società, come a tutte le persone giuridiche, non può non riconoscersi una capacità generale, ossia la capacità di essere parte di qualsiasi atto o rapporto giuridico, anche non inerente l'oggetto...

Cass. civile, sez. III del 2015 numero 25733 (22/12/2015)

Nell'azione revocatoria ordinaria il presupposto costituito dal pregiudizio alle ragioni del creditore include anche il pericolo di danno, la cui valutazione è rimessa alla discrezionalità del giudice, sicché, qualora l'azione sia proposta da un creditore chirografario rispetto alla compravendita di...

Cass. civile, sez. III del 2015 numero 25747 (22/12/2015)

In materia di contratti agrari, il proprietario confinante, di cui all'art. 7, comma II , della l. n. 817/1971, ha diritto di prelazione anche se, in occasione dell'alienazione, siano creati artificiosi diaframmi per interrompere la contiguità fisica tra i suoli; tuttavia, qualora la porzione di...

Cass. civile, sez. III del 2015 numero 5481 (19/03/2015)

Deve ritenersi che la fattispecie del collegamento negoziale sia configurabile anche se i singoli contratti fossero stati stipulati tra soggetti diversi, a patto che gli stessi risultino concepiti e voluti come funzionalmente connessi e tra loro interdipendenti, onde consentire il raggiungimento...

Cass. civile, sez. III del 2015 numero 7183 (10/04/2015)

Il coltivatore diretto che intende esercitare la prelazione agraria, ai sensi dell'art. 8, l. n. 590/1965, nonché dell'art. 7, l. n. 817/1971, su un fabbricato rurale messo in vendita, deve dimostrare che esso sia pertinenza del fondo in quanto funzionalmente adibito al servizio dell'impresa...

Cass. civile, sez. III del 2015 numero 9328 (08/05/2015)

In tema di rappresentanza, possono essere invocati i principi dell'apparenza del diritto e dell'affidamento incolpevole allorché non solo vi sia la buona fede del terzo che ha stipulato con il falso rappresentante, ma ricorra anche un comportamento colposo del rappresentato, tale da ingenerare nello...

Cass. civile, sez. III del 2016 numero 14834 (20/07/2016)

L’estinzione del diritto di usufrutto, pur comportando l’opponibilità al proprietario (nei limiti di cui all’art. 999 c.c.) dei contratti di locazione conclusi dall’usufruttuario, non determina – di per se’ – l’effettivo subentro nel rapporto di locazione del pieno proprietario ove questi rimanga...

Cass. civile, sez. II del 1960 numero 2400 (30/08/1960)

Con la concessione, effettuata, a norma della legge sul riordinamento degli usi civici, a privati quotisti ed in attuazione del piano di ripartizione di terre di uso civico, con il pagamento di un annuo canone a favore del direttario, l'originario concedente acquista, su detti terreni, a titolo di...

Cass. civile, sez. II del 1962 numero 210 (02/02/1962)

Per uso civico s'intende sia il diritto dell'intera collettività di trarre alcune utilità primarie dalle terre su cui l'uso grava, sia l'esercizio di tale diritto, che non può avvenire se non per mezzo del singolo utente il quale , in quanto membro della collettività, è titolare egli stesso, come...

Cass. civile, sez. II del 1963 numero 2255 (09/08/1963)

Il termine "eccezione" inteso in senso generico,indica qualsiasi difesa del convenuto comunque rivolta al rigetto della domanda attrice e comprensiva quindi anche della pura e semplice negazione dei fatti costitutivi della pretesa avversaria, mentre il termine stesso, in senso più specifico, sta ad...

Cass. civile, sez. II del 1967 numero 92 (09/01/1967)

Se il testatore assegna al coniuge superstite la quota di usufrutto riservatagli dalla legge, la disposizione è d'indole volontaria: in conseguenza, è inapplicabile l'art.547 cod.civ. sulla commutabilità dell'usufrutto disposto dalla legge a favore del coniuge superstite.

Cass. civile, sez. II del 1968 numero 2684 (24/07/1968)

Col prescrivere (art. 715, ultimo comma, cod. civ.) che, nel caso in cui tra i chiamati all'eredità vi siano nascituri non concepiti, l'autorità giudiziaria può disporre l'attribuzione totale o parziale dei beni ereditari ai coeredi già esistenti, con la disposizione delle opportune cautele...

Cass. civile, sez. II del 1969 numero 3239 (09/10/1969)

Nella società di persone, poiché le ragioni dei creditori della società - sono garantite dal regime di responsabilità illimitata dei soci, il divieto (art.2280 cod. civ.), fatto ai liquidatori, di ripartire tra i soci, anche solo parzialmente, i beni sociali, finché non siano stati pagati i...

Cass. civile, sez. II del 1969 numero 727 (06/03/1969)

Il curatore dell'eredità giacente dispone di poteri originari ed autonomi, che sono più ampi di quelli conferiti al semplice chiamato all'eredità e che non incontrano se non quei limiti che sono espressamente stabiliti dalla legge o che risultano indirettamente dagli scopi che la sua attività è...

Cass. civile, sez. II del 1970 numero 389 (19/02/1970)

L' art 590 cod civ non puo` trovare applicazione quando la nullita` della disposizione testamentaria dipenda dalla contrarieta` della disposizione stessa all' ordine pubblico, essendo la detta norma operante solo in quelle ipotesi in cui il testatore, con un suo valido atto di volonta`, potrebbe...

Cass. civile, sez. II del 1971 numero 1368 (12/05/1971)

Anche in tema di testamento sono applicabili le norme sull'interpretazione dei contratti, sia pure con il necessario limite della loro riferibilità anche ad un negozio unilaterale mortis causa (1324 c.c.) e quindi solo in quanto si armonizzano con la natura e la funzione delle dichiarazioni di...

Cass. civile, sez. II del 1971 numero 2132 (07/07/1971)

La configurabilità del legato di debito, disposto dal testatore a favore del creditore ad estinzione, totale o parziale, di un proprio debito, è desumibile testualmente dall'art. 659 c.c., e non contrasta con la disciplina generale delle disposizioni testamentarie a titolo particolare, le quali non...

Cass. civile, sez. II del 1974 numero 1545 (29/05/1974)

La convalida del testamento (art. 590 cod.civ.) o della donazione (art. 799 cod.civ.) invalidi esige la volontà di attribuire efficacia all'atto invalido e la conoscenza della causa di invalidità; la manifestazione di tale volontà e scienza non comporta l'adozione di formule sacramentali ed è anzi...

Cass. civile, sez. II del 1975 numero 1222 (05/04/1975)

La rinunzia, quale espressione tipica dell' autonomia negoziale privata, può avere ad oggetto un diritto anche futuro ed eventuale, con il limite che non esista un espresso divieto di legge ovvero che non si tratti di un diritto irrinunciabile o indisponibile. Il giudizio di concludenza sull'...

Cass. civile, sez. II del 1975 numero 1929 (17/05/1975)

Ai fini dell' usucapione, il possesso acquisito animo et corpore può conservarsi solo animo, purché si conservi la possibilita di esercitare la signoria sulla cosa, anche senza compiere singoli atti di esercizio del possesso. Qualora, però, la situazione obiettiva muti, si da venir meno, pur...

Cass. civile, sez. II del 1975 numero 194 (17/01/1975)

Il contratto di divisione di beni costituenti l' oggetto di un unico rapporto di comunione è nullo se stipulato soltanto da alcuni dei comproprietari, che si siano attribuita la proprietà piena ed esclusiva dei singoli lotti, nonostante che i beni appartengano pro indiviso anche ai comunisti...

Cass. civile, sez. II del 1975 numero 265 (23/01/1975)

Il patto di prelazione non impegna il promittente a concludere il contratto (nella specie, vendita), ma solo a preferire caeteris paribus il promissario se si decidera a compierlo. Il contegno cui il promittente è tenuto si sostanzia in una duplice obbligazione: l' una, avente contenuto positivo o...

Cass. civile, sez. II del 1975 numero 3590 (27/10/1975)

Poiché, a norma degli artt 1140 e 1066 Cod. civ., il possesso delle servitù prediali consiste nell'esercizio effettivo di tali diritti, in tanto può configurarsi il possesso di una servitù positiva, tutelabile con l'azione di reintegrazione, in quanto sia stato posto in essere, da parte del titolare...

Cass. civile, sez. II del 1975 numero 392 (03/02/1975)

La copertura di un vano costituisce parte di esso in quanto serve a completare la cosa per i fini pratici cui essa è destinata; pertanto, salvo patto contrario, l'alienazione del vano comporta anche il trasferimento della sua copertura quale accessorio del bene alienato.La presunzione di comunione...

Cass. civile, sez. II del 1976 numero 197 (22/01/1976)

Le disposizioni dei piani privati di lottizzazione non costituiscono norme edilizie, agli effetti previsti negli articoli 871, 872 ed 873 cod civ, anche quando i piani stessi siano approvati (ai sensi dell'art 28 della legge urbanistica n 1150 del 1942) ovvero autorizzati (a norma dell'art 8 della...

Cass. civile, sez. II del 1976 numero 2071 (07/06/1976)

Il titolare di una servitù può agire in giudizio sia per farne accertare l' esistenza ed il contenuto sia per far cessare eventuali impedimenti e turbative, nonché per chiedere la rimessione delle cose in pristino, oltre al risarcimento del danno. Peraltro nel mentre la domanda di riduzione dei...

Cass. civile, sez. II del 1976 numero 2485 (01/07/1976)

L'interposizione fittizia di persona ha come indispensabile presupposto l'accordo simulatorio fra i tre soggetti che vi partecipano (contraente apparente, contraente effettivo e controparte): occorre, perciò, che l'altro contraente, non soltanto sia informato dell'intesa raggiunta tra interponente...

Cass. civile, sez. III del 2005 numero 8999 (29/04/2005)

L'azione di cui all'articolo 844 del Cc può essere proposta anche nei confronti dell'autore materiale delle immissioni e quindi anche del conduttore quando allo stesso debba essere imposto un facere o un non facere suscettibile di esecuzione forzata in caso di diniego o l'attore chieda puramente e...

Cass. civile, sez. III del 2006 numero 15383 (06/07/2006)

In relazione ai danni verificatisi nell'uso di un bene demaniale, tanto nel caso in cui risulti in concreto configurabile una responsabilità oggettiva della P.A. ai sensi dell'art. 2051 c.c., quanto in quello in cui risulti invece configurabile una responsabilità ai sensi dell'art. 2043 c.c.,...