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art civile codice

Risultati 11026-11060 di 36319

Cass. civile, sez. I del 2014 numero 19214 (11/09/2014)

In tema di società di capitali, la revoca, dopo il primo gennaio 2004, dello stato di liquidazione deliberato anteriormente a tale data postula il consenso dell'unanimità dei soci, e non della sola maggioranza, atteso che l'art. 218 disp. att. c.c., nel testo, utilizzabile ratione temporis,...

Cass. civile, sez. I del 2014 numero 22988 (29/10/2014)

Nell'ipotesi in cui la società si estingua prima che il socio agente abbia operato il ritrasferimento del diritto acquistato in nome proprio e per conto della stessa, la situazione giuridica soggettiva, di natura obbligatoria, vantata dalla società al ritrasferimento del bene, prevista dall'art....

Cass. civile, sez. I del 2014 numero 5931 (13/03/2014)

La denominazione sociale, investendo la sua funzione distintiva la stessa soggettività della società di capitali, non può essere oggetto di autonoma circolazione, neppure insieme all'azienda, sia perché la cessione di quest'ultima non estingue la persona giuridica, la cui continuità ed identità è...

Cass. civile, sez. I del 2014 numero 6293 (19/03/2014)

Nella società in nome collettivo, così come in quella semplice, la responsabilità solidale e illimitata dei soci per le obbligazioni sociali è posta a tutela dei creditori della società e non di quest'ultima, sicché solo i creditori possono agire nei confronti dei soci per il pagamento dei debiti...

Cass. civile, sez. I del 2014 numero 9846 (07/05/2014)

I patti parasociali costituiscono convenzioni atipiche che si pongono sul ‘piano parasociale’, in quanto riguardante i rapporti personali tra i soci e sul quale essi sono destinati ad operare, distinto dal 'piano sociale', concernente invece l'organizzazione della società e non direttamente...

Cass. civile, sez. I del 2015 numero 14584 (13/07/2015)

Nell’ipotesi di cui al comma II dell’art. 67 della legge fallimentare l’onere di provare la scientia decoctionis da parte del contraente in bonis grava sul curatore, e non sussiste alcun obbligo giuridico del primo di informarsi sulla situazione economica della controparte contrattuale, ma possono...

Cass. civile, sez. I del 1992 numero 2872 (10/03/1992)

In tema di società di persone in liquidazione, mentre legittimato ad esperire l'azione sociale di responsabilità nei confronti degli amministratori, a norma dell'art. 2260 cod. civ., è esclusivamente il liquidatore, va in ogni caso riconosciuta al socio (o al terzo), direttamente danneggiato da atto...

Cass. civile, sez. I del 1992 numero 5359 (06/05/1992)

A norma del combinato disposto degli artt. 394 e 424 cod. civ. l' inabilitato può stare in giudizio come attore e come convenuto con l' assistenza del curatore. E' pertanto inammissibile la domanda giudiziale, come l' impugnazione che sia proposta dal curatore ancorché nell' interesse dell'...

Cass. civile, sez. I del 1992 numero 8029 (26/06/1992)

La ricognizione di debito, così come la promessa di pagamento, anche se titolata, ossia anche se contenente l' indicazione della "causa debendi", ha come effetto l' astrazione processuale di detta causa, con la conseguenza che il soggetto a favore del quale essa è stata fatta è dispensato dall'...

Cass. civile, sez. I del 1993 numero 11057 (09/11/1993)

L'introduzione nello statuto di una società a responsabilità limitata (nella specie, trasformata nel corso del giudizio in società per azioni) della clausola di gradimento dell'assemblea ordinaria in caso di donazione della quota da parte di un socio, incidendo sul diritto del socio di disporre...

Cass. civile, sez. I del 1993 numero 11061 (09/11/1993)

Non costituisce gestione di affari, ai fini dell' art. 2028 cod. civ., l' attività che un privato svolga per anticipare gli effetti di provvidenze economiche disposte in suo favore dalla pubblica amministrazione e non pervenute alla fase di attuazione (nella specie, lavori di sbancamento per l'...

Cass. civile, sez. I del 1993 numero 12011 (03/12/1993)

Ai fini della sospensione cautelativa della prestazione, ai sensi dell'art. 1461 cod. civ., è indispensabile la dimostrazione di un pericolo attuale ed evidente di perdere la controprestazione, non essendo sufficiente una mera rappresentazione soggettiva (timore, preoccupazione) di pericolo, non...

Cass. civile, sez. I del 1993 numero 2497 (01/03/1993)

L'art. 1950 terzo comma cod. civ., ove attribuisce, al fidejussore che abbia pagato il creditore ed agisca in regresso, gli stessi interessi ultralegali che produceva il debito principale, fa riferimento agli interessi convenzionali in corso al momento di detto pagamento, e, pertanto, ne implica la...

Cass. civile, sez. I del 1993 numero 3458 (23/03/1993)

La nullità delle deliberazioni dell' assemblea delle società per azioni (art. 2379 cod. civ.) è prevista nelle ipotesi di impossibilità ed illiceità dell' oggetto, sicché ricorre solo in caso di contrasto con norme dettate a tutela dell' interesse generale, che trascende quello del singolo socio,...

Cass. civile, sez. I del 1993 numero 4351 (09/04/1993)

L' efficacia della clausola compromissoria, in quanto clausola vessatoria, è subordinata alla specifica approvazione per iscritto nei soli casi in cui detta clausola sia inserita in contratti con condizioni generali predisposte da uno solo dei contraenti (art. 1341, primo comma, cod. civ.) ovvero...

Cass. civile, sez. I del 1993 numero 4553 (17/04/1993)

In tema di espropriazione per pubblica utilità, la ricezione, da parte dell'ente espropriato, di un bene immobile determinato a seguito di un accordo di cessione che, connesso alla dichiarazione di pubblico interesse, sia successivamente annullato per errore bilaterale essenziale e riconoscibile in...

Cass. civile, sez. I del 1993 numero 5754 (20/05/1993)

In presenza di due patti contrattuali, ciascuno con chiaro significato, ma fra loro contrapposti, trova applicazione il criterio ermeneutico di cui all' art. 1369 cod. civ., sull' interpretazione più conveniente alla natura ed all' oggetto del contratto, tenendo conto che la norma, riferendosi alle...

Cass. civile, sez. I del 1993 numero 8312 (24/07/1993)

In tema di assegnazione di alloggi economici e popolari con patto di futura vendita, il trasferimento della proprietà dell'alloggio non si determina automaticamente con l'esercizio della facoltà di riscatto (non applicandosi ad essa l'art. 52 legge n. 457 del 1978, relativo al trasferimento di...

Cass. civile, sez. I del 1994 numero 10253 (01/12/1994)

La natura di negozio unilaterale recettizio del riconoscimento di debito di cui all' art. 1988 cod. civ. comporta che l' effetto negoziale della dichiarazione (che determina astrazione processuale della causa debendi) si verifica soltanto se detta dichiarazione è indirizzata alla persona del...

Cass. civile, sez. I del 1994 numero 10516 (07/12/1994)

L'ontologica diversità tra l'arte pura e l'arte applicata all'industria, destinata all'ampia diffusione del prodotto industriale con conseguenti realizzazioni di ordine economico, giustifica la differenza di tutela prevista dall'ordinamento giuridico che, mentre per l'opera d'arte prevede la tutela...

Cass. civile, sez. I del 1994 numero 10872 (17/12/1994)

Il contratto preliminare di vendita di un bene immobile rientrante nella comunione legale dei coniugi, stipulato da uno di essi senza la partecipazione o il consenso dell' altro, non è assolutamente inefficace nei confronti della comunione, ma soggetto all' annullamento da parte del coniuge non...

Cass. civile, sez. I del 1994 numero 2429 (12/03/1994)

Il prezzo della somministrazione di energia elettrica, che venga pagato annualmente o a scadenze inferiori all'anno, in relazione ai consumi verificatisi per ciascun periodo, configura una prestazione periodica, con connotati di autonomia nell'ambito di una "causa debendi" di tipo continuativo, e...

Cass. civile, sez. I del 1994 numero 4321 (04/05/1994)

In tema di titoli di credito, la ratifica dell' obbligazione cambiaria, assunta da chi abbia sottoscritto il titolo quale rappresentante senza poteri ("falsus procurator"), può avvenire anche implicitamente - purché risulti da un comportamento non equivoco, che dimostri l' intenzione di accettare le...

Cass. civile, sez. I del 1994 numero 5063 (24/05/1994)

Nel caso di illecito amministrativo (e civile) commesso da persona non imputabile perché d'età minore, del quale è tenuto a rispondere chi è tenuto alla sorveglianza dell'incapace, la prova liberatoria di non avere potuto impedire il fatto nocivo, si concreta, per i genitori, nella dimostrazione...

Cass. civile, sez. I del 1994 numero 6032 (23/06/1994)

Le associazioni ed i comitati privi di riconoscimento, pur non essendo persone giuridiche, sono figure soggettive alle quali può essere attribuita la titolarità diretta dei rapporti a contenuto patrimoniale relativi sia a beni mobili che immobili, non ostando a questa ultima attribuzione n‚ la...

Cass. civile, sez. I del 1994 numero 6604 (14/07/1994)

Agli effetti della disposizione contenuta nell'art. 1957 cod. civ., secondo la quale il fideiussore rimane obbligato anche dopo la scadenza dell'obbligazione principale, purché il creditore entro sei mesi abbia proposto le sue istanze contro il debitore e le abbia con diligenza continuate, non è...

Cass. civile, sez. I del 1994 numero 7130 (29/07/1994)

L'atto stragiudiziale di costituzione in mora del debitore, anche al fine dell'interruzione della prescrizione, non è soggetto a particolari modalità di trasmissione, né alla normativa sulla notificazione degli atti giudiziari; pertanto, l'atto di messa in mora, inviato al debitore per raccomandata...

Cass. civile, sez. I del 1994 numero 8295 (11/10/1994)

Il dolo omissivo, causa di annullamento del contratto a norma dell' art. 1439 cod. civ., può concretizzarsi solo quando l' inerzia della parte si inserisca in un complesso comportamento, adeguatamente preordinato, con malizia o astuzia, a realizzare l' inganno perseguito. Pertanto, il semplice...

Cass. civile, sez. I del 1994 numero 8423 (15/10/1994)

Ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 5 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 597 contenente l'istituzione e la disciplina dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, nell'ipotesi che nel corso di un esercizio sociale di una società in nome collettivo si sia verificato il mutamento della...

Cass. civile, sez. I del 1994 numero 8496 (18/10/1994)

La banca che, anche solo colposamente, alteri l'ordine cronologico del pagamento, ai rispettivi beneficiari, degli assegni emessi da un proprio correntista, lasciando accantonato un titolo che - pur essendo "coperto" nel momento in cui le era pervenuto - risulti privo di copertura all'atto della...

Cass. civile, sez. I del 1995 numero 1114 (01/02/1995)

In tema di appalto di opere pubbliche,l'art. 345 della legge 20 marzo 1865 n.2248 all.F, ove stabilisce la percentuale del residuo corrispettivo dovuta all'impresa appaltatrice per il caso di esercizio da parte del committente della facoltà di recesso, regola i crediti pecuniari derivanti da detto...

Cass. civile, sez. I del 1995 numero 11598 (08/11/1995)

Il credito di cui all'art. 2289 cod. civ., relativo alla liquidazione della quota al socio uscente, avendo fin dall'origine ad oggetto una somma di denaro, ha natura pecuniaria (cosiddetto credito "di valuta") ed è quindi soggetto al principio nominalistico sancito dall'art. 1277 cod. civ.

Cass. civile, sez. I del 1995 numero 12735 (12/12/1995)

Salvo che non sia diversamente stabilito, anche quando le parti convengano che il creditore rinunci ad essere pagato nel proprio domicilio e debba richiedere il pagamento attraverso cambiali tratte o vaglia cambiari, e quindi al domicilio del debitore, se questi non paghi alla scadenza l'...

Cass. civile, sez. I del 1995 numero 1738 (17/02/1995)

Il divieto di emettere obbligazioni, sancito per le società a responsabilità limitata dall' art. 2486, terzo comma, cod. civ., si estende ai titoli "similari alle obbligazioni" aventi le medesime caratteristiche senza che possa ritenersi escluso dall' art. 18 sub. 1 della legge 7 giugno 1974 n. 216...

Cass. civile, sez. I del 1995 numero 2921 (14/03/1995)

In tema di remissione del debito, il carattere neutro della causa remissoria, secondo la previsione tipica dell' art. 1236 cod. civ., rende conciliabile la figura con un particolare assetto di interessi di più ampia portata perseguito pattiziamente dal creditore e dal debitore del rapporto, in cui...