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Cass. civile, sez. III del 2000 numero 6875 (25/05/2000)

L'art. 2044 c.c., disponendo che la responsabilità per danni sia esclusa quando il danno è arrecato per difendere sè od altri contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che vi sia proporzione tra difesa e offesa, scrimina il fatto nella sua interezza. In tal modo si differenzia...

Cass. civile, sez. III del 2000 numero 7452 (05/06/2000)

In tema di azione revocatoria ordinaria, allorché l'atto di disposizione sia successivo al sorgere del credito, l'unica condizione per l'esercizio della stessa è che il debitore fosse a conoscenza del pregiudizio per le ragioni del creditore, e, trattandosi di atto a titolo oneroso, che di esso...

Cass. civile, sez. III del 2001 numero 13691 (06/11/2001)

L'art.1805, secondo comma, cod.civ.- a norma del quale il comodatario che impiega la cosa per uso diverso, o per un tempo più lungo di quello a lui consentito, è responsabile della perdita avvenuta per causa a lui non imputabile, qualora non provi che la cosa sarebbe perita anche se non l'avesse...

Cass. civile, sez. III del 2001 numero 3022 (02/03/2001)

L'attività di esecuzione di lavori sulla pubblica strada è da considerare pericolosa ai sensi dell'art. 2050 c.c., costituendo i lavori stessi fonte di pericolo per gli utenti. Ne consegue che l'esercente l'attività di cui si tratta è assoggettato alla presunzione di responsabilità di cui alla...

Cass. civile, sez. III del 2001 numero 6023 (24/04/2001)

La liquidazione del danno alla salute, attesa la natura non patrimoniale di tale tipo di danno e la difficoltà di una sua esatta determinazione, può essere effettuata dal giudice solo con valutazione equitativa e deve rispondere all'obiettivo della integralità del risarcimento; a tal fine, il...

Cass. civile, sez. III del 2001 numero 7938 (12/06/2001)

Il danneggiato da un incidente stradale, che nelle fasi di merito abbia dedotto la responsabilità dell'ente proprietario della strada sotto il profilo della mancata eliminazione di una situazione di pericolo occulto (cosiddetta insidia o trabocchetto) e, quindi, a norma dell'art. 2043 c.c., non può...

Cass. civile, sez. III del 2002 numero 10751 (23/07/2002)

Il principio della presunzione di uguale concorso di colpa, di cui all'art. 2054, comma 2, c.c. si applica, di regola, ai soli conducenti dei veicoli scontratisi e non riguarda, invece, un veicolo che non sia stato coinvolto nello scontro. Tale principio, peraltro, è estensivamente applicabile anche...

Cass. civile, sez. III del 2002 numero 14743 (17/10/2002)

In tema di responsabilità per danni causati da animali, perché la responsabilità del proprietario gravi su di un altro soggetto, occorre che il proprietario giuridicamente o di fatto si sia spogliato della facoltà di far uso dello stesso (intendendo tale locuzione nel senso di trarne un profitto...

Cass. civile, sez. III del 2002 numero 200 (09/01/2002)

In tema di responsabilità per danni derivanti dall'urto tra un autoveicolo ed un animale, la presunzione di responsabilità oggettiva a carico del proprietario o dell'utilizzatore di quest'ultimo concorre con la presunzione di colpa a carico del conducente del veicolo, ai sensi dell'art. 2054, comma...

Cass. civile, sez. III del 2002 numero 2074 (13/02/2002)

Qualora un segnale di precedenza sistemato ad un incrocio venga abbattuto da ignoti e non sia ripristinato dalla p.a. cui spetta la gestione o manutenzione della strada, sicché si verifichi collisione tra le autovetture che impegnino l'incrocio non è ravvisabile, ancorché il conducente favorito dal...

Cass. civile, sez. III del 2002 numero 842 (24/01/2002)

Il dovere - imposto al creditore o al danneggiato dall'art. 1227, comma 2, c.c. - di evitare, usando la normale diligenza, i danni che possono essere arrecati alla propria sfera giuridica dallo altrui comportamento illecito, sussiste anche se questo si protrae nel tempo, sempre che la sua osservanza...

Cass. civile, sez. III del 2003 numero 12619 (28/08/2003)

Nell'interpretazione delle clausole contrattuali il giudice di merito, allorchè le espressioni usate dalle parti fanno emergere in modo immediato la comune volontà delle medesime, deve arrestarsi al significato letterale delle parole e non può fare ricorso agli ulteriori criteri ermeneutici, il...

Cass. civile, sez. III del 2003 numero 15053 (09/10/2003)

Il criterio legale di imputazione del pagamento agli interessi anziché al capitale di cui all'art. 1194 del Cc. non costituisce un fatto che debba essere specificamente dedotto in funzione del raggiungimento di un determinato effetto giuridico, ma integra una conseguenza automatica di pagamento,...

Cass. civile, sez. III del 2003 numero 16826 (10/11/2003)

Obbligazioni e contratti - Comodato - Furto di mobili antichi - Responsabilità del comodatario - Diligenza del Buon padre di famiglia - Insufficienza all'esclusione della responsabilità. (Cc. artt. 1218, 1804 e 1806) Nel caso di furto di mobili antichi affidati per l'esposizione non basta che il...

Cass. civile, sez. III del 2003 numero 17835 (24/11/2003)

ll contratto concluso in nome altrui da un rappresentante senza poteri vincola il falso rappresentato se ricorrano le seguenti condizioni: a) un'apparenza di poteri rappresentativi, e cioè la presenza di indici esteriori ed obiettivi tali da legittimare l'impressione che i poteri rappresentativi...

Cass. civile, sez. Unite del 1993 numero 11541 (23/11/1993)

La natura pubblica degli enti che concorrono a formare un nuoivo ente non è sufficiente ad attribuire natura pubblicistica a quest'ultimo, sebbene esso risulti costituito per perseguire anche finalità riguardanti i soggetti che lo compongono; né può ritenersi indicativa della natura pubblica di...

Cass. civile, sez. Unite del 1993 numero 11718 (26/11/1993)

In tema di vendita con riserva della proprietà, le disposizioni degli art. 1525 e 1526 cod. civ., concernenti l'inadempimento del compratore e la risoluzione del contratto, hanno la funzione di limitare l'autonomia privata in guisa da escludere la legittimità di una clausola risolutiva espressa, per...

Cass. civile, sez. Unite del 1993 numero 65 (07/01/1993)

La risoluzione della locazione finanziaria, per inadempimento dell'utilizzatore, non si estende alle prestazioni già eseguite, in base alle previsioni dell'art. 1458 primo comma cod. civ in tema di contratti ad esecuzione continuata e periodica ove si tratti di "leasing" cosiddetto di godimento,...

Cass. civile, sez. Unite del 1993 numero 7449 (07/07/1993)

In tema di condominio negli edifici, l'individuazione delle parti comuni, come le terrazze di copertura, risultante dall'art. 1117 cod. civ. - il quale non si limita a formulare una mera presunzione di comune appartenenza a tutti i condomini, vincibile con qualsiasi prova contraria - può essere...

Cass. civile, sez. Unite del 1993 numero 9826 (02/10/1993)

L'azione del privato, volta ad ottenere il pagamento di somma di denaro corrispondente al valore del fondo perduto a seguito di occupazione illegittima e d'irreversibile trasformazione di esso in opera pubblica, soggiace al termine quinquennale di prescrizione stabilito dall'art. 2947, primo comma...

Cass. civile, sez. Unite del 1994 numero 10796 (16/12/1994)

Rispetto ai debiti di valuta (nella specie, indennità di espropriazione), la rivalutazione monetaria costituisce una delle possibili modalità di determinazione del "maggior danno", risarcibile a norma dell'art. 1224, secondo comma, cod. civ., sempreché‚ non si operi, in relazione al medesimo periodo...

Cass. civile, sez. Unite del 1994 numero 5492 (06/06/1994)

La gestione di una casa da gioco - sia quando il Comune la eserciti direttamente, sia quando la affidi a terzi in forza di convenzione - rappresenta normalmente attività d'impresa e richiede un'apposita organizzazione di mezzi e di personale distinta dalla struttura pubblica dell'ente locale; i...

Cass. civile, sez. Unite del 1994 numero 6581 (14/07/1994)

Nei contratti conclusi per telefono, luogo della conclusione è quello in cui l' accettazione giunge a conoscenza del proponente ed in cui questi, attraverso il filo telefonico, ha immediata e diretta conoscenza dell' accettazione. Ne deriva che deve considerarsi concluso in Italia il contratto di...

Cass. civile, sez. Unite del 1994 numero 871 (22/11/1994)

Al fine della configurabilità della molestia possessoria - la quale al pari dello spoglio, costituisce un atto illecito che lede il diritto del possessore alla conservazione della disponibilità della cosa e obbliga chi lo commette al risarcimento del danno - con l'atto materiale deve coesistere,...

Cass. civile, sez. Unite del 1995 numero 1712 (17/02/1995)

Qualora la liquidazione del danno da fatto illecito extracontrattuale sia effettuata "per equivalente", con riferimento, cioè, al valore del bene perduto dal danneggiato all'epoca del fatto illecito, e tale valore venga poi espresso in termini monetari che tengano conto della svalutazione...

Cass. civile, sez. Unite del 1995 numero 3318 (22/03/1995)

In mancanza di norme che prevedano, per i contratti collettivi, la forma scritta, ed in applicazione del principio generale della libertà di forma - in base al quale le norme che prevedono che determinati contratti o atti debbano essere realizzati con determinate forme sono di stretta...

Cass. civile, sez. Unite del 1995 numero 5474 (18/05/1995)

L' azione di nunciazione nei confronti della pubblicata amministrazione può essere esercitata con riferimento alla stipulazione di pericolo creata, non dall' opera pubblica in sé, ma dalle sue modalità di esecuzione, in violazione delle regole poste dalla prudenza e dalla tecnica a salvaguardia dei...

Cass. civile, sez. Unite del 1996 numero 10492 (26/11/1996)

L' obbligo del condomino di contribuire alle spese necessarie alla conservazione ed al godimento delle parti comuni dell' edificio, alla prestazione dei servizi nell' interesse comune e alle innovazioni deliberate dalla maggioranza trova la sua fonte nella comproprietà delle parti comuni dell'...

Cass. civile, sez. Unite del 1996 numero 10615 (28/11/1996)

Le azioni reali contro terzi, a difesa dei diritti dei condomini sulle parti comuni di un edificio, quali quelle volte a denunciare la violazione delle distanze legali tra costruzioni, essendo dirette a ottenere statuizioni relative alla titolarità e al contenuto dei diritti medesimi, non rientrano...

Cass. civile, sez. Unite del 1996 numero 6223 (08/07/1996)

L'art. 5 bis del d.l. n. 333 del 1992, introdotto con la legge di conversione n. 359 del 1992, non si applica, nè direttamente nè in via analogica, alla determinazione delle indennità di occupazione legittime relative a situazioni verificatesi ed esauritesi prima della sua entrata in vigore, in...

Cass. civile, sez. Unite del 1998 numero 10186 (15/10/1998)

L' azione esperita dal proprietario del fondo danneggiato per conseguire l' eliminazione delle cause di immissioni rientra tra le azioni negatorie, di natura reale, a tutela della proprietà. Essa è volta a far accertare in via definitiva l' illegittimità delle immissioni e ad ottenere il compimento...

Cass. civile, sez. Unite del 1998 numero 3385 (02/04/1998)

L'azione di reintegra al demanio di uso civico delle terre abusivamente detenute da privati, delle quali sia già accertata, o comunque incontestata, la qualità demaniale, costituisce, a differenza dell'azione di rivendica - che tende invece al recupero del bene attraverso l'invocato riconoscimento...

Cass. civile, sez. Unite del 1999 numero 759 (12/11/1999)

In tema di procedimento disciplinare a carico di magistrati, la tempestività o meno della richiesta del Ministro di Grazia e Giustizia, in rapporto al termine decadenziale di un anno previsto dall' art. 59, sesto comma, del D.P.R. 16 settembre 1958 n. 916 (e successive modificazioni), deve essere...

Cass. civile, sez. Unite del 1999 numero 931 (22/12/1999)

Quando sia chiesta in giudizio l'esecuzione di un contratto privatistico ad evidenza pubblica e la pubblica amministrazione eccepisca il già intervenuto annullamento d'ufficio dell'atto amministrativo alla base della conclusione del contratto, si pone una questione di merito relativa alla validità...

Cass. civile, sez. Unite del 1999 numero 943 (30/12/1999)

La formazione del regolamento condominiale è soggetta al requisito della forma scritta "ad substantiam", desumendosi la prescrizione di tale requisito formale, sia dalla circostanza che l' art. 1138 ultimo comma cod. civ. prevedeva (nel vigore dell' ordinamento corporativo) la trascrizione del...