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art civile codice

Risultati 12076-12110 di 35985

Cass. civile, sez. Unite del 2007 numero 17952 (24/08/2007)

La controversia sull'esecuzione in forma specifica di un preliminare di vendita, stipulato da uno soltanto dei coniugi con riguardo ad immobile oggetto di comunione legale, esige la partecipazione anche dell'altro coniuge, in qualità di contraddittore necessario. Ciò in quanto, pur se costui non è...

Cass. civile, sez. Unite del 2007 numero 26724 (19/12/2007)

La violazione dei doveri d'informazione del cliente e di corretta esecuzione delle operazioni, che la legge pone a carico dei soggetti autorizzati alla prestazione dei servizi di investimento finanziario, può dar luogo a responsabilità precontrattuale, con conseguente obbligo di risarcimento dei...

Cass. civile, sez. Unite del 2007 numero 26725 (19/12/2007)

La violazione dei doveri d'informazione del cliente e di corretta esecuzione delle operazioni che la legge pone a carico dei soggetti autorizzati alla prestazione dei servizi d'investimento finanziario può dar luogo a responsabilità precontrattuale, con conseguente obbligo di risarcimento dei danni,...

Cass. civile, sez. Unite del 2009 numero 553 (14/01/2009)

Il venditore che ha fatto causa all'acquirente per ottenere la risoluzione di un contratto preliminare non andato a buon fine, e quindi per avere il risarcimento del danno, non può, a contenzioso già iniziato, convertire la sua richiesta in una domanda di recesso che apre la possibilità di...

Cass. civile, sez. Unite del 2010 numero 18477 (09/08/2010)

L'approvazione o la revisione delle tabelle millesimali sono di competenza dell'assemblea e non devono essere approvate all'unanimità, ma è sufficiente la maggioranza qualificata prevista dall'art. 1136, comma 2 c.c. (maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio).

Cass. civile, sez. Unite del 2010 numero 24418 (02/12/2010)

Se, dopo la conclusione di un contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente, il correntista agisca per far dichiarare la nullità della clausola che preveda la corresponsione di interessi anatocistici e per la ripetizione di quanto pagato indebitamente a questo titolo, il...

Cass. civile, sez. Unite del 2010 numero 3947 (18/02/2010)

La polizza fideiussoria stipulata a garanzia delle obbligazioni assunte da un appaltatore costituisce una garanzia atipica, in quanto, ferma restando l'invalidità della polizza stessa se intervenuta successivamente rispetto all'inadempimento delle obbligazioni garantite, l'insostituibilità di queste...

Cass. civile, sez. Unite del 2010 numero 4059 (22/02/2010)

Non è riconoscibile l'esecutività provvisoria, ex art.282 c.p.c.del capo decisorio relativo al trasferimento dell'immobile contenuto nella sentenza di primo grado resa ai sensi dell'art. 2932 c.c. né è ravvisabile l'esecutività provvisoria della condanna implicita al rilascio dell'immobile, in danno...

Cass. civile, sez. Unite del 2010 numero 4062 (22/02/2010)

La natura costitutiva riconosciuta per legge a decorrere dal 1 gennaio 2004, degli effetti delle cancellazioni gia' iscritte e di quelle future per le societa' di capitali che con esse si estinguono, comporta, anche per quelle di persone, che, a garanzia della parita' di trattamento dei terzi...

Cass. civile, sez. Unite del 2011 numero 30174 (30/12/2011)

Il debitore che non sia stato parte della transazione stipulata dal creditore con altro condebitore in solido non può profittarne se, trattandosi di un'obbligazione divisibile ed essendo stata la solidarietà prevista nell'interesse del creditore, l'applicazione dei criteri legali d'interpretazione...

Cass. civile, sez. Unite del 2011 numero 3168 (09/02/2011)

Nel contratto di comodato, il termine finale può, a norma dell'art. 1810 c. c., risultare dall'uso cui la cosa dev'essere destinata, in quanto tale uso abbia in sé connaturata una durata predeterminata nel tempo; in mancanza di tale destinazione, invece, l'uso del bene viene a qualificarsi a tempo...

Cass. civile, sez. Unite del 2012 numero 21082 (27/11/2012)

Il notaio è tenuto a risarcire il cliente delle sanzioni spiccate dall'ufficio di registro compresi gli interessi quando è responsabile del ritardo nella presentazione della dichiarazione di successione. Inoltre, agli eredi non sono nemmeno imputabili le sanzioni derivanti dalla tardiva...

Cass. civile, sez. Unite del 2013 numero 10532 (07/05/2013)

In virtù dell’art. 1, commi da 189 a 205, della l. n. 228/2012, cd. Legge di Stabilità 2013, va risolto nel senso della prevalenza della misura di prevenzione patrimoniale il quesito relativo ai rapporti tra confisca ed ipoteca, indipendentemente dal dato temporale. L’acquisto del bene confiscato da...

Cass. civile, sez. Unite del 2013 numero 13905 (03/06/2013)

Il diritto di recesso accordato all’investitore dal comma VI dell’art. 30 del d. lgs. n. 58/1998 e la previsione di nullità dei contratti in cui quel diritto non sia contemplato, contenuta nel successivo comma VII, trovano applicazione non soltanto nel caso in cui la vendita fuori sede di strumenti...

Cass. civile, sez. Unite del 2013 numero 6070 (12/03/2013)

Qualora all’estinzione della società, conseguente alla sua cancellazione dal registro delle imprese, non corrisponda il venir meno di ogni rapporto giuridico facente capo alla società estinta, si determina un fenomeno di tipo successorio, in virtù del quale: le obbligazioni si trasferiscono ai soci,...

Cass. civile, sez. Unite del 2014 numero 12065 (29/05/2014)

Colui che intervenga in un giudizio civile pendente tra altre persone, ovvero lo riassuma a seguito di interruzione, o proponga impugnazione assumendo di essere erede di una delle parti che hanno partecipato al precedente grado di giudizio, deve fornire la prova, ai sensi dell'art. 2697 c.c., oltre...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1992 numero 13390 (08/12/1992)

In relazione al disposto dell'art. 230 bis cod. civ., l'ipotesi di impresa familiare realizzata mediante la partecipazione del coniuge all'attività aziendale si differenzia dalla fattispecie dell'azienda coniugale prevista dall'art. 177 lett. d) cod. civ., in cui la collaborazione dei coniugi si...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1992 numero 2748 (06/03/1992)

L' uso aziendale - che, in quanto carente dei caratteri della generalità e dell' "opinio iuris seu necessitatis", è riconducibile alla categoria non già degli usi normativi bensì degli usi negoziali o di fatto (art. 1340 cod. civ.), la cui rilevanza sotto il profilo dell' integrazione del contratto...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1992 numero 5393 (07/05/1992)

La presunzione di conoscenza, ai sensi dell' art. 1335 cod. civ., degli atti recettizi in forma scritta (come, nella specie, la contestazione dell' addebito ai fini dell' irrogazione di sanzione disciplinare) giunti all' indirizzo del destinatario opera per il solo fatto oggettivo dell' arrivo dell'...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1992 numero 7484 (18/06/1992)

La fusione delle società mediante incorporazione (artt. 2501 e seguenti cod. civ.) determina automaticamente l' estinzione della società assoggettata a fusione ed il subingresso, nei rapporti ad essa relativi, per successione a titolo universale, della società incorporante. Pertanto, qualora nel...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1992 numero 8959 (25/07/1992)

La disciplina dettata per l'esclusione del socio dalla società semplice dall'art. 2287 c.c. trova applicazione per l'impresa collettiva appartenente per quote (uguali o diverse) a più persone ma non per l'impresa familiare di cui all'art. 230 bis c.c., che appartiene sempre al suo titolare, mentre i...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1994 numero 2634 (19/03/1994)

Secondo la disciplina normativa del contratto di agenzia, il diritto di esclusiva previsto dall'art. 1743 cod. civ. è elemento non essenziale ma naturale del contratto stesso ed è, quindi, derogabile per volontà delle parti, con l'ulteriore conseguenza che la deroga all'esclusiva in favore...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1994 numero 3651 (18/04/1994)

Mentre gli usi normativi, i quali richiedono gli estremi della generalità e della "opinio iuris seu necessitatis", sono inidonei, ai sensi dell' art. 2078 cod. civ., a prevalere sul contratto di lavoro, gli usi di fatto o contrattuali (in tema, nella specie, di corresponsione della gratifica...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1995 numero 12758 (13/12/1995)

Il rischio di sottrazione di merce in vendita non grava sul commesso di negozio, il quale non ha, in relazione a tali beni, gli stessi obblighi di custodia e la stessa responsabilità del depositario ai sensi degli artt. 1766 e seguenti cod. civ. Infatti, anche nel caso in cui sia configurabile una...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1996 numero 10043 (15/11/1996)

La clausola di stabilità relativa del rapporto lavorativo per una durata minima garantita è legittima (non essendo incompatibile con le norme dettate dalla legge n. 230 del 1962 sull' opponibilità del termine nel contratto di lavoro) e non altera la sostanziale natura del contratto di lavoro a tempo...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1996 numero 130 (10/01/1996)

L' assunzione di una carica elettiva nell' ambito di una associazione sindacale non osta, in difetto di contraria norma o patto associativo, a che fra l' associazione medesima e l' eletto possa contemporaneamente instaurarsi un rapporto di lavoro subordinato, avente diverso contenuto rispetto all'...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1996 numero 2653 (26/03/1996)

La controversia relativa ad un rapporto di agenzia appartiene, ai sensi dell'art. 409 n. 3, c.p.c., alla competenza per materia del pretore in funzione di giudice del lavoro solo quando detto rapporto si concreti in una prestazione d'opera continuativa e coordinata prevalentemente personale, il che...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1996 numero 3341 (10/04/1996)

L' esercizio in concreto del potere discrezionale conferito al giudice di liquidare il danno in via equitativa non è suscettibile di sindacato in sede di legittimità quando la motivazione della decisione dia adeguatamente conto delle ragioni sia del ricorso al criterio equitativo, sia dell' uso di...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1996 numero 4471 (14/05/1996)

La clausola pattizia, individuale o di fonte collettiva, che preveda la forma scritta "ad substantiam" per la costituzione del rapporto di lavoro, non può essere estesa analogicamente all' ipotesi di risoluzione consensuale del rapporto stesso, giacché l' autonomia del negozio risolutorio,...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1996 numero 6366 (13/07/1996)

La valutazione equitativa del danno ex art. 1226 cod. civ. è illegittima tanto se compiuta al di fuori del sistema codicistico del risarcimento espresso dagli artt. 1218 e 1223 cod. civ. - in particolare quando essa comporti il risarcimento di un danno non imputabile o non conseguente immediatamente...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1996 numero 6690 (25/07/1996)

La prassi aziendale ha natura di uso (non già normativo ma) negoziale, la cui rilevanza non è condizionata - come invece avviene per l' efficacia degli usi normativi ex artt. 8 disp. prel. cod. civ. e 2078 cod. civ. - nè al richiamo da parte di leggi o regolamenti, nè alla mancanza di disposizioni...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1996 numero 7629 (19/08/1996)

Le dimissioni del lavoratore - che costituiscono un negozio unilaterale recettizio idoneo a determinare la risoluzione del rapporto indipendentemente dalla volontà del datore di lavoro - soggiacciono, ai sensi dell' art. 1324 cod. civ., in quanto atto tra vivi avente contenuto patrimoniale, alle...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1996 numero 7692 (21/08/1996)

Con riferimento alle società di fatto (società in nome collettivo irregolari per la mancata iscrizione nel registro delle imprese) - nelle quali, ai sensi degli art. 2297 e 2266 cod. civ., la rappresentanza della società e il potere di compiere tutti gli atti che rientrano nell' oggetto sociale...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1997 numero 1901 (04/03/1997)

Al fine di determinare la base imponibile per il calcolo dei contributi della assicurazione obbligatoria, che ai sensi dell'art. 12 l.n. 153 del 1969 è costituita dalla retribuzione dovuta, per legge o per contratto collettivo o individuale, ai lavoratori, la prescrizione dell'art. 1 d.l. 9 ottobre...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1997 numero 2692 (26/03/1997)

Il contratto preliminare unilaterale è un contratto in sé perfetto e autonomo, ancorché con obbligazioni a carico di una sola parte, rispetto al contratto definitivo, mentre l' opzione non è che uno degli elementi di una fattispecie a formazione successiva, costituita inizialmente da un accordo...