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art civile codice

Risultati 12006-12040 di 36296

Cass. civile, sez. III del 1996 numero 5650 (19/06/1996)

Il principio della "compensatio lucri cum damno" - in virtù del quale la determinazione del danno risarcibile deve tener conto degli effetti vantaggiosi per il danneggiato che hanno causa diretta nel fatto dannoso - è desumibile dalla regola generale, a base del risarcimento integrale del danno...

Cass. civile, sez. III del 1996 numero 8405 (23/09/1996)

Ai fini della specifica approvazione per iscritto delle cosiddette vessatorie, pur non essendo necessaria la reiterazione della sottoscrizione per ciascuna clausola onerosa, l' esigenza della norma di cui al capoverso dell' art. 1341 cod.civ. non può ritenersi soddisfatta quando l' ulteriore...

Cass. civile, sez. III del 1996 numero 8443 (24/09/1996)

In caso di evento lesivo dell' integrità personale, il danno biologico e quello patrimoniale attengono a due distinte sfere di riferimento, il primo riguardando il C.D. diritto alla salute ed il secondo attinendo alla capacità di produrre reddito, talché il giudice deve procedere a due distinte...

Cass. civile, sez. III del 1996 numero 8855 (10/10/1996)

Nella ipotesi di una transazione, per la quale la forma scritta sia richiesta solo "ad probationem", conclusa dal "falsus procurator", la ratifica da parte dell' interessato può avvenire anche per "facta concludentia", purché risultanti da atti scritti, salvo che egli non abbia, anche tacitamente,...

Cass. civile, sez. III del 1996 numero 9647 (06/11/1996)

La facoltà del debitore solidale di avvalersi della sentenza favorevole intervenuta fra il creditore ed altro coobbligato, concerne l' ipotesi in cui sul rapporto obbligatorio solidale sia stata pronunciata una sola sentenza i cui effetti possono comunicarsi al condebitore non in causa, mentre trova...

Cass. civile, sez. III del 1997 numero 10801 (04/11/1997)

Nella formazione dell'inventario a norma dell'art. 363 cod. civ., la circostanza che l'inventario stesso sia stato richiesto ed effettuato oltre i termini di legge può incidere sulla responsabilità dei soggetti che hanno dato luogo al ritardo ma non influisce sulla natura dell'atto compiuto dal...

Cass. civile, sez. III del 1997 numero 11393 (17/11/1997)

La società regolarmente sciolta continua a sopravvivere come soggetto collettivo, pur dopo la messa in liquidazione, all'unico scopo di liquidare i risultati della cessata attività sociale, sicché non è consentito ai liquidatori, a norma degli art. 2278 e 2279 cod. civ., intraprendere nuove...

Cass. civile, sez. III del 1997 numero 13131 (30/12/1997)

I rincipi di correttezza e buona fede di cui agli artt. 1175 e 1375 cod. civ. sono stati codificati dal legislatore come "regulae iuris" di carattere generale con esclusivo riferimento ai rapporti precontrattuali ed all' interpretazione ed esecuzione del negozio, e non anche con riguardo al...

Cass. civile, sez. III del 1997 numero 1502 (18/02/1997)

Poiché la responsabilità di cui al primo comma dell' art. 2054 cod. civ. è una specificazione di quella prevista dall' art. 2043 cod. civ., anche il danno dolosamente provocato dal conducente del veicolo è coperto dall' assicurazione obbligatoria (art. 1 legge 24 dicembre 1969 n. 990) e perciò l'...

Cass. civile, sez. III del 1997 numero 2483 (20/03/1997)

Nei confronti di persona ospite di reparto psichiatrico, non interdetta nè sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio ai sensi della l. 13 maggio 1978 n. 180, la configurabilità di un dovere di sorveglianza a carico del personale sanitario addetto al reparto e della conseguente responsabilità...

Cass. civile, sez. III del 1997 numero 2606 (25/03/1997)

La responsabilità del genitore, per il danno cagionato da fatto illecito del figlio minore, trova fondamento, a seconda che il minore sia o meno capace di intendere e volere al momento del fatto, rispettivamente nell'art. 2048 c.c., in relazione ad una presunzione iuris tantum di difetto di...

Cass. civile, sez. III del 1997 numero 3046 (08/04/1997)

In tema di responsabilità professionale del medico il contenuto dell'obbligo di informazione gravante sul professionista chiamato ad un'operazione di chirurgia plastica, ha consistenza diversa a seconda che l'intervento miri al miglioramento estetico del paziente ovvero alla ricostituzione delle...

Cass. civile, sez. III del 1997 numero 389 (16/01/1997)

In tema di risarcimento dei danni provocati da un impianto elettrico a bassa tensione gestito dall'Enel, il fatto che alcune cautele non siano espressamente previste da specifiche norme C.E.I. non è sufficiente ad esonerare da responsabilità l'ente, dovendosi al riguardo tener conto anche delle...

Cass. civile, sez. III del 1997 numero 392 (16/01/1997)

L'imparzialità del mediatore non consiste in una generica ed astratta equidistanza dalle parti, né può escludersi per il solo fatto che il mediatore prospetti a taluna di queste la convenienza dell'affare, ma va intesa, conformemente al dettato dell'art. 1750 cod. civ., come assenza di ogni vincolo...

Cass. civile, sez. III del 1997 numero 4633 (24/05/1997)

Soltanto se la condotta dell' incapace di intendere o volere, stante l' applicabilità anche in tal caso dell' art. 1227, primo comma cod. civ., ha contribuito a cagionare il danno dal medesimo subito, il responsabile che deve risarcirlo può eccepire il concorso di colpa del soggetto obbligato alla...

Cass. civile, sez. III del 1997 numero 5078 (06/06/1997)

Qualora un soggetto abbia stipulato, con l' altro contraente, un negozio di subtrasporto (e non di trasporto in proprio, quale mittente, ovvero di trasporto per altri, quale spedizioniere), egli assume sempre, rispetto al subvettore, la posizione contrattuale di mittente - non destinatario delle...

Cass. civile, sez. III del 1997 numero 5639 (24/06/1997)

La clausola negoziale che imponga, alle parti, l' adozione di forme convenzionali espresse per la conclusione, ovvero per la successiva modificazione, del contratto da esse stipulato non può ritenersi automaticamente estesa, in via analogica, a tutte le ulteriori vicende contrattuali in essa non...

Cass. civile, sez. III del 1997 numero 5706 (26/06/1997)

Il conduttore risponde quale custode a norma dell'art. 2051 c.c. dei danni che l'incendio sviluppatosi nell'immobile locatogli abbia cagionato a terzi (compreso in essi il locatore, se danneggiato in altra sua cosa o nella persona) e si libera da tale responsabilità solo dando la prova del fortuito,...

Cass. civile, sez. III del 1997 numero 6034 (04/07/1997)

La risoluzione della locazione finanziaria, per inadempimento dell' utilizzatore, non si estende alle prestazioni già eseguite, in base alle previsioni dell' art. 1458 primo comma cod. civ. in tema di contratti ad esecuzione continuata e periodica ove si tratti di "leasing" cosiddetto di godimento,...

Cass. civile, sez. III del 1997 numero 6586 (17/07/1997)

A seguito della risoluzione di un preliminare di vendita immobiliare con consegna anticipata del bene al promissario acquirente, il promittente venditore adempiente conseguendo con la restituzione del bene solo in parte la riparazione del pregiudizio subito, con riguardo al danno emergente, ha...

Cass. civile, sez. III del 1997 numero 814 (27/01/1997)

E' da ritenere esercente un' attività pericolosa colui che produce una sostanza potenzialmente lesiva - nella specie emoderivata - da utilizzare per comporre un farmaco destinato ad essere iniettato nell' organismo umano; pertanto ai sensi dell' art. 2055 cod. civ. egli è responsabile in solido con...

Cass. civile, sez. III del 1997 numero 9874 (10/10/1997)

Il creditore ha il dovere, ai sensi dell' art. 1227 comma secondo cod. civ., di attivarsi per evitare danni ascrivibili alla condotta di terzi. Tale dovere tuttavia, essendo contenuto nei limiti dell' ordinaria diligenza, non comporta per il creditore l' onere di adottare condotte gravose od...

Cass. civile, sez. III del 1998 numero 12233 (02/12/1998)

Non costituisce un'indebita duplicazione delle voci di danno la considerazione del danno alla vita di relazione sia sotto il profilo del danno morale che sotto quello del danno biologico, in quanto tale danno, se riguardato come patimento e sofferenza d'animo in dipendenza del fatto - reato, si...

Cass. civile, sez. III del 1998 numero 12307 (04/12/1998)

La responsabilità del proprietario dell'animale, prevista dall'art. 2052 c.c., costituisce un'ipotesi di responsabilità oggettiva, fondata non sulla colpa, ma sul rapporto di fatto con l'animale. Ne consegue che al proprietario (o all'utilizzatore) dell'animale che ha causato il danno, per andare...

Cass. civile, sez. III del 1998 numero 12788 (22/12/1998)

Nei debiti di valore, allorché il responsabile abbia corrisposto delle somme nell' intervallo di tempo intercorso tra il fatto produttivo del danno e la liquidazione definitiva, al fine di stabilire l' eventuale debito residuo ed il suo ammontare, occorre procedere alla comparazione fra valori...

Cass. civile, sez. III del 1998 numero 1317 (09/02/1998)

Non costituisce clausola vessatoria, per la cui validità l' art. 1341 cod. civ. richiede l' approvazione specifica per iscritto, quella con la quale il contraente assume l' impegno a stipulare un contratto preliminare di vendita con il futuro acquirente individuato dal mediatore, in quanto detta...

Cass. civile, sez. III del 1998 numero 1764 (19/02/1998)

L' accertamento di postumi permanenti, incidenti con una certa entità (in quanto l' invalidità cosiddetta micropermanente è una componente del danno biologico) sulla capacità lavorativa specifica, non comporta l' automatico obbligo del danneggiante di risarcire il danno patrimoniale (art. 2043 cod....

Cass. civile, sez. III del 1998 numero 3679 (09/04/1998)

La divulgazione a mezzo stampa di notizie che arrecano pregiudizio all' onore e alla reputazione altrui deve, in base al diritto di cronaca, considerarsi lecita quando ricorrono tre condizioni, la verità oggettiva della notizia pubblicata, l' interesse pubblico alla conoscenza del fatto (cosiddetta...

Cass. civile, sez. III del 1998 numero 4070 (22/04/1998)

Il custode, per liberarsi dalla presunzione di responsabilità per il danno cagionato dalla cosa - nella specie il comune, a cui il giudice del merito aveva ritenuto applicabile l'art. 2051 c.c. per le condizioni in cui si trovava il manto stradale a causa di tombini e buca sull'asfalto, all'esito di...

Cass. civile, sez. III del 1998 numero 5341 (29/05/1998)

Costituiscono attività pericolose ai sensi dell'art. 2050 c.c. non solo quelle che tali sono qualificate dalla legge di pubblica sicurezza e da altre leggi speciali, ma anche quelle che per la loro stessa natura o per caratteristiche dei mezzi adoperate comportino una rilevante possibilità del...

Cass. civile, sez. III del 1998 numero 5484 (04/06/1998)

La presunzione di responsabilità contemplata dall'art. 2050 c.c. per attività pericolose può essere vinta solo con una prova particolarmente rigorosa, e cioè con la dimostrazione di aver adottato tutte le misure idonee ad impedire l'evento dannoso ivi compreso il rispetto delle più avanzate tecniche...

Cass. civile, sez. III del 1998 numero 6063 (18/06/1998)

Il mandato ad acquistare beni immobili richiede la forma scritta "ad substantiam", sicché è inammissibile l' "actio mandati" per il risarcimento dei danni, giacché la nullità del negozio derivante dalla mancanza di uno dei requisiti di cui all' art. 1325 cod. civ. (nella specie forma scritta "ad...

Cass. civile, sez. III del 1998 numero 8321 (21/08/1998)

Il principio della "compensatio lucri cum damno" trova applicazione solo quando il lucro sia conseguenza immediata e diretta dello stesso fatto illecito che ha prodotto il danno non potendo il lucro compensarsi con il danno se trae la sua fonte da titolo diverso.

Cass. civile, sez. III del 1998 numero 9588 (25/09/1998)

Colui al quale, in conseguenza della illecita condotta dalla p.a., sia temporaneamente impedito di erigere una costruzione, ha diritto al risarcimento del danno consistente nei maggiori costi che dovrà sostenere, anche soltanto a causa del deprezzamento del denaro. Tuttavia, in quest'ultimo caso,...

Cass. civile, sez. III del 1998 numero 9596 (25/09/1998)

Nel deposito, avente natura reale, la consegna della cosa è necessaria per il perfezionamento del contratto. Tuttavia la consegna può realizzarsi con una "ficta traditio" attraverso la ritenzione della cosa da parte del depositario (la S.C. ha affermato il principio in un caso in cui l'erede...