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Creditori particolari del socio (società in nome collettivo)

Secondo il modo di disporre dell'art. cod. civ. Il creditore particolare del socio di una società in nome collettivo, finché quest'ultima dura, non può chiedere la liquidazione della quota del proprio debitore. Ciò, a differenza di quanto è dato di poter constatare in materia di società semplice...

Subingresso del creditore nei diritti del debitore

Nella fattispecie disciplinata dall'art. cod. civ. si può rinvenire un'ipotesi di surrogazione reale . Dispone la norma citata che, nell'ipotesi in cui la prestazione che ha per oggetto una cosa determinata sia divenuta impossibile, totalmente o parzialmente, il creditore subentra nei diritti...

La disciplina di cui al DM 1968/1444 (distanze legali)

La disciplina portata dal codice civile (si veda l') in materia di distanze legali tra le costruzioni deve cedere il passo ad una regola speciale. Occorre infatti considerare che l', emanato in esecuzione della predetta norma sussidiaria di cui all', ha imposto una distanza minima inderogabile di...

Il passaggio del rischio (perpetuatio obligationis)

Regola generale in tema di obbligazioni di specie o anche di genere limitato (ma non generiche: genus numquam perit) è che l'impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile al debitore estingue l'obbligazione senza che si faccia luogo al risarcimento di alcun danno (res...

Operatività della collazione

Di non poca importanza è mettere a fuoco il modo in cui funziona la collazione. In particolare ci si domanda se l'attribuzione traslativa o comunque lo spostamento patrimoniale che interviene in conseguenza della collazione, in virtù della quale il coerede trasferisce in natura quanto già ricevuto...

Deroghe legali alla regola della debenza degli interessi

La disciplina legale degli interessi, in forza della quale ogni debito pecuniario liquido ed esigibile ne determina la spettanza quantomeno nella misura legale (art. cod.civ.) non possiede un carattere cogente. Ciò non soltanto nel senso che le parti siano libere di introdurre deroghe o regole...

Gli atti notarili che si rilasciano in originale

La possibilità che il notaio non trattenga nella propria raccolta atti da lui ricevuti, come necessariamente disposto dall'art. l.n., è prevista dal successivo art. l.n. che consente al notaio, oltre i casi determinati da altre leggi, di rilasciare in originale alle parti, le procure alle liti, le...

Azione di ripetizione dell'indebito

Relativamente al caso in cui si determini l'arricchimento di un soggetto in correlazione all'impoverimento di un altro soggetto si possono verificare più eventualità. E' possibile che l'attribuzione sia intervenuta a titolo di liberalità diretta o indiretta. L'ordinamento prevede in questo senso che...

Proroga della società, opposizione dei creditori

I creditori particolari del singolo socio di una società in nome collettivo, fino al termine di durata di quest'ultima, non possono soddisfarsi sulla quota del loro debitore (art. cod. civ. ). Quali effetti sortirebbe l'accordo unanime dei soci inteso a prorogare la durata della società oltre il...

Cass. civile, sez. II del 1982 numero 310 (18/01/1982)

La legittimazione passiva nell'azione promossa ai sensi dello art. 524 cod. civ. - che ha caratteri propri rispetto all'azione surrogatoria ed a quella revocatoria, poiché con essa il creditore mira ad essere autorizzato ad accettare l'eredità in nome e luogo del rinunziante, suo debitore, al solo...

Cass. civile, sez. II del 1982 numero 6723 (09/12/1982)

Nel negotium mixtum cum donatione, che deve rivestire la forma non della donazione ma dello schema negoziale effettivamente adottato dalle parti, la causa del contratto è onerosa, ma il negozio commutativo adottato viene dai contraenti posto in essere per raggiungere in via indiretta, attraverso la...

Cass. civile, sez. II del 1984 numero 6414 (06/12/1984)

Rientrano fra i contratti a titolo gratuito, e non fra quelli commutativi, sia le donazioni remuneratorie, fatte per riconoscenza o in considerazione dei meriti del donatario, sia quelle modali, in cui il "modus", che è limitazione del beneficio mediante un' obbligazione accessoria posta a carico...

Cass. civile, sez. II del 1992 numero 11283 (15/10/1992)

Nelle obbligazioni pecuniarie "il maggior danno" di cui all' art. 1224 comma 2 cod. civ. riguardato con riferimento alla svalutazione monetaria, deve essere domandato e dimostrato dal creditore e può provarsi anche mediante presunzioni e dati notori acquisiti dalla comune esperienza e desumibili...

Cass. civile, sez. II del 1992 numero 11504 (21/10/1992)

Poiché l' art. 602 cod. civ. respingendo ogni rigore formale riconosce valore alla sottoscrizione del testamento olografo anche se non è fatta con l' indicazione del nome e cognome, purché designi con certezza la persona del testatore, deve ritenersi valida la manifestazione della volontà...

Cass. civile, sez. II del 1995 numero 11036 (24/10/1995)

In tema di garanzia per vizi della cosa venduta, il principio secondo cui l'azione redibitoria e quella estimatoria (o "quanti minoris"), essendo incompatibili tra loro, in quanto preordinate alla tutela di un medesimo diritto l'una attraverso la risoluzione e l'altra mercè il mantenimento del...

Cass. civile, sez. II del 1995 numero 8289 (28/07/1995)

La differenza tra arbitrato ed arbitraggio deve essere ricercata nel contenuto del mandato conferito dalla parti al terzo (o ai terzi) perché‚ mentre nell'arbitrato le parti demandano agli arbitri il compito di risolvere divergenze insorte in ordine ad un rapporto precostituito in tutti i suoi...

Cass. civile, sez. II del 1997 numero 3049 (09/04/1997)

Se un erede aliena ad un estraneo la quota indivisa dell' unico cespite ereditario, si presume l' alienazione della sua corrispondente quota, intesa come porzione ideale dell' "universum ius defuncti", e perciò il coerede può esercitare il retratto successorio (art. 732 cod. civ.), salvo che il...

Cass. civile, sez. II del 1998 numero 7498 (30/07/1998)

La norma di cui all'art. 18 legge 765/67 la quale stabilisce che nelle nuove costruzione e anche nelle aree di pertinenza delle costruzioni stesse debbono essere riservati appositi spazi per parcheggi in misura non inferiore a un metro quadrato per ogni venti metri cubi di costruzione, pone un...

Cass. civile, sez. II del 2000 numero 14865 (16/11/2000)

Nei contratti a prestazioni corrispettive i doveri di correttezza, buona fede e diligenza - di cui agli artt. 1337, 1338, 1374, 1375, e 1175 cod.civ. - si estendono anche alle cosiddette obbligazioni collaterali di protezione, di informazione, di collaborazione, che presuppongono e richiedono una...

Cass. civile, sez. II del 2004 numero 10148 (26/05/2004)

In tema di contratto preliminare, la consegna dell'immobile oggetto del contratto effettuata prima della stipula del definitivo non determina la decorrenza del termine di decadenza per opporre i vizi noti, nè comunque quello di prescrizione, perchè l'onere della tempestiva denuncia presuppone che...

Cass. civile, sez. II del 2018 numero 22997 (26/09/2018)

Il promissario acquirente che, ai sensi dell’art. 2932 c.c., domanda l’esecuzione specifica di un contratto preliminare di vendita è tenuto ad eseguire la prestazione a suo carico o a farne offerta nei modi di legge se tale prestazione è già esigibile al momento della domanda giudiziale (o entro il...

Cass. civile, sez. III del 1995 numero 9099 (29/08/1995)

L'art. 10 della legge 17-2-1992, n. 154, che ha modificato gli art. 1938 e 1956 del Codice civile, rendendo obbligatoria la determinazione dell'importo massimo per il quale viene prestata la garanzia ed invalida la preventiva rinuncia del fideiussore ad avvalersi della liberazione del debitore...

Cass. civile, sez. III del 1999 numero 13338 (29/11/1999)

Un comitato, ancorché costituito da un ente pubblico non economico, ove manchi del riconoscimento della personalità giuridica di diritto pubblico, configura una struttura privatistica la quale opera nell' ambito del diritto privato con piena autonomia di gestione, né si rende preclusiva di una tale...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1999 numero 4811 (18/05/1999)

Caratteristica della transazione novativa è quella di essere, al pari della transazione propria (non novativa) un negozio di secondo grado, ma non un negozio ausiliario, bensì un negozio principale. Pertanto, a differenza di quel che accade nella transazione propria, nella quale il contratto di...

Cass. civile, sez. Lavoro del 1995 numero 8110 (25/07/1995)

Atteso che l'agente non ha la facoltà di riscuotere i crediti del preponente, salvo che questi gli abbia (espressamente) conferito tale incarico (art. 1744 cod. civ.), qualora l'originaria stipulazione del contratto di agenzia preveda la facoltà dell'agente di riscuotere i crediti del preponente,...

Cass. civile del 1995 numero 4620 (26/04/1995)

Qualora il vettore abbia affidato, di sua iniziativa, con apposito contratto, l'esecuzione totale o parziale del trasporto di cose ad altro vettore (subvettore), é configurabile, cosi come per il contratto di trasporto originario, l'ipotesi del contratto a favore di terzo di cui all'art. 1411 Codice...

Cass. civile, sez. I del 1985 numero 3180 (25/05/1985)

La promessa unilaterale di pagamento, che venga indirizzata ad una delle parti di un contratto da un terzo che sia rimasto ad esso estraneo, ove si riferisca ad un sottostante rapporto obbligatorio autonomo e distinto rispetto a quello costituito tra le parti del contratto stesso, non comporta...

Cass. civile, sez. I del 1999 numero 9518 (08/09/1999)

In tema di giudizio sul danno ulteriore ex art. 1224, secondo comma, cod. civ., con riguardo al creditore che eserciti attività imprenditoriale (come nel caso dell' attività del farmacista) ben possono essere fatte valere presunzioni connesse con il normale impiego del denaro nel ciclo produttivo,...

Cass. civile, sez. I del 2001 numero 319 (11/01/2001)

La norma di cui al terzo comma dell'art.1385 cod.civ., stabilendo che, se la parte non inadempiente preferisce domandare la risoluzione del contratto il risarcimento è regolato dalle norme generali, non ha inteso negare alla parte stessa il diritto di esigere il doppio della caparra versata (nella...

Cass. civile, sez. I del 1994 numero 8081 (05/10/1994)

In caso di violazione da parte della moglie divorziata del divieto di uso del cognome del marito (art. 5, comma secondo, legge 1 dicembre 1970 n. 898, nel testo sostituito dall'art. 9 legge 6 marzo 1987 n. 74) da quest'ultimo può, ai sensi dell'art. 7 cod. civ., chiedere la cessazione del fatto...