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Forma ad substantiam della disposizione anticipata di trattamento



Ai sensi del VI° comma dell'art. 4 della legge 219/2017, le disposizioni anticipate di trattamento devono essere redatte rivestendo alternativamente uno de seguenti formalismi:
a) l'atto pubblico;
b) la scrittura privata autenticata
c) la scrittura privata consegnata personalmente dal disponente presso l'ufficio dello stato civile del comune di residenza del disponente medesimo.
Quest'ultimo provvede anche all'annotazione in apposito registro, ove istituito, oppure presso le strutture sanitarie, qualora ricorrano i presupposti di cui al VII° comma dello stesso art. 4.
d) Limitatamente all'ipotesi in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, le DAT possono essere espresse attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare. La legge non precisa in alcun modo chi debba procedere alla videoregistrazione, chi debba interpretare i segni del paziente, magari confusi e privi di coerenza, in quale modo siano veicolatili su eventuale supporto cartaceo o altro inteso a dare contezza del contenuto delle disposizioni.

Quanto al profilo fiscale, sempre la norma in esame precisa che gli atti in esame sono esenti dall'obbligo di registrazione, dall'imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo, imposta, diritto e tassa.

La modifica (la legge parla anche di "rinnovamento", anche se non si riesce ad attribuire al termine un senso diverso dalla modifica) o la revoca delle DAT vengono disciplinate specificamente. Esse possono intervenire con le stesse forme sopra specificate. Il VI° comma si chiude con una disposizione di chiusura: "Nei casi in cui ragioni di emergenza e urgenza impedissero di procedere alla revoca delle DAT con le forme previste dai periodi precedenti, queste possono essere revocate con dichiarazione verbale raccolta o videoregistrata da un medico, con l'assistenza di due testimoni."
Poiché, come s'è detto sub d), le DAT possono anche essere raccolte con videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare, tenuto conto che la revoca può intervenire con le stesse forme, sembra logico che la previsione riguardi i soli casi di cui alle lettere a), b) e c) di cui sopra, con esclusione pertanto di quello sub d).

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