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Usucapione della quota da parte del coerede nel possesso del bene ereditario: significato e conseguenze della sua partecipazione alla divisione ereditaria. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 9633 del 19 aprile 2013)

Il coerede che, dopo la morte del de cuius, sia rimasto nel possesso del bene ereditario, può usucapire la quota degli altri eredi, purché il tempo necessario al verificarsi di detto acquisto risulti già decorso prima del momento in cui sia intervenuta la divisione negoziale dell'asse con gli altri comunisti, comportando tale atto un riconoscimento inequivocabile e formale della comproprietà, incompatibile, pertanto, con la pretesa di essere divenuto proprietario esclusivo del compendio assegnato.

Commento

(di Daniele Minussi)
E' chiaro che, nell'ipotesi in cui il coerede che intende avvalersi dell'efficacia acquisitiva dell'usucapione, abbia assunto parte ad una divisione dei beni ereditari, con ciò stesso palesi l'inesistenza a proprio favore di quella situazione possessoria che costituisce il presupposto dell'acquisto a titolo originario.

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