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Ricovero in stato di incoscienza. La decisione in merito al consenso informato spetta al genitore nominato amministratore di sostegno. (Tribunale di Modena, Sez. II, del 23 marzo 2018)

Deve ritenersi che in caso di persona che si trova ricoverata in ospedale in stato d’incoscienza debba essere nominato il genitore amministratore di sostegno dell’incapace per la prestazione del consenso informato (ovvero, rifiuto) per cure e trattamenti sanitari che si rendessero necessari per la salute della persona laddove la legge n. 219/17 sul biotestamento ha eliminato ogni relativa incertezza in proposito.

Commento

(di Daniele Minussi)
La pronunzia tiene conto delle recenti disposizioni in tema di disposizioni anticipate (DAT) di cui alla legge 219/2017. In forza di dette disposizioni il genitore della figlia in stato comatoso può decidere, una volta nominato AdS, ponendo in essere una serie di atti che possono comprendere l'accettazione o il rifiuto di trattamenti sanitari.
Il concetto chiave, illuminante, è costituito dal seguente inciso contenuto nelle premesse del provvedimento "superando la tesi tradizionale che escludeva la rappresentanza in materia di atti personalissimi...". Ci si può dunque interrogare circa il prossimo debutto di testamenti, donazioni ed altre estrinsecazioni di volontà squisitamente personali poste in essere da soggetti "ausiliatori" dell'altrui volontà.

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