Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina Privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Cass. Civ., Sez. II, n. 8505 del 14 aprile 2011. Preliminare di vendita immobiliare di un bene appartenente a più contitolari ed ammissibilità della risoluzione del vincolo contrattuale soltanto per parte.

Ove un contratto preliminare abbia ad oggetto la compravendita di un bene appartenente a più proprietari, è possibile che il medesimo non costituisca un "unicum" inscindibile, perché ciascuno dei comproprietari può vendere la propria quota a prezzo diverso e stabilendo date diverse per la stipulazione del contratto definitivo; ne consegue, in tal caso, che, verificatosi l'inadempimento del promissario acquirente, ciascun promittente venditore può legittimamente chiedere la risoluzione della singola promessa di vendita contenuta in un documento più complesso, dovendosi ritenere ammissibile la risoluzione parziale.

Commento

(di Daniele Minussi)
Il problema, sotto la specie della complicazione, è invero banale e si riduce nell'apprezzamento dell'unicità ovvero della pluralità delle negoziazioni. Il fatto che le stesse possano essere veicolate da un unico supporto cartaceo non ne farebbe venir meno la molteplicità. Il possibile equivoco: scambiare l' "atto" concepito come "documento" con l' "atto" inteso come unità negoziale, contratto. Una volta che si fosse concluso nel senso della pluralità dei contratti, non si vede quale problema vi sarebbe nel verificarne le divergenti vicende, come per l'appunto nel caso di specie.

Aggiungi un commento