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Prezzo dell'immobile compravenduto inferiore all'importo del mutuo erogato contestualmente: quali conseguenze? (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 26485 del 21 dicembre 2016)

L'accertamento all'immobiliare è legittimo se emerge che il mutuo contratto dall'acquirente è più alto rispetto al valore dell'immobile.
La presunzione semplice è un procedimento logico da cui il giudice desume l'esistenza di un fatto ignoto dalla presenza di un fatto noto sul presupposto di una loro successione nella normalità dei casi. È evidente, pertanto, che anche un solo fatto - qualora presenti i requisiti della gravità e precisione - può essere idoneo per una tale deduzione e costituire, quindi, la fonte della presunzione. All'uopo, si rileva come sia incensurabile in sede di legittimità l'apprezzamento del giudice di merito circa la ricorrenza dei requisiti di precisione, gravità e concordanza richiesti dalla legge per valorizzare gli elementi di fatto come fonti di presunzione, sempre che la motivazione adottata al riguardo sia congrua dal punto di vista logico, immune da errori di diritto e rispettosa dei principi che regolano la prova per presunzioni.

Commento

(di Daniele Minussi)
Cosa dire del caso in cui il prezzo indicato nell'atto di vendita sia pari a 100 mentre il finanziamento contestualmente perfezionato venga erogato per 110 o più? La contraddizione è palese e non risulta sufficiente la spiegazione in base alla quale la differenza andrebbe a coprire le spese e le tasse legato all'acquisizione, soprattutto quando la divergenza risulta cospicua. Nel caso di specie a vendere era una società. Ne discende che l'accertamento di una misura superiore del prezzo si sostanzia nel pari accertamento di maggiori ricavi in capo al soggetto d'impresa (anche ai fini IRES e IRAP), di una maggiore imposta IVA non pagata.

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