Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina Privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

La riforma del cosiddetto Terzo settore


La materia delle entità non lucrative "no profit" è stata rintegralmente rivisitata dalla recente legge di riforma del c.d. “terzo settore” (D. Lgs. 3 luglio 2017, n. 117, cui ha fatto seguito il c.d. “collegato fiscale 2018”, D.L. 119/2018), mediante la quale le dette disposizioni normative sono state abrogate.

La relativa disciplina non può dirsi ancora “consolidata”: va rilevato infatti che, in forza della circolare ministeriale n. 20 del 27 dicembre 2018, sono stati forniti chiarimenti ai fini del corretto esercizio dell'autonomia statutaria da parte degli enti del Terzo Settore e in particolare delle Organizzazioni di Volontariato, delle Associazioni di promozione sociale e delle Onlus, da esercitarsi entro il 2 agosto 2019.

Tutte le tipologie di entità saranno tendenzialmente assimilate a quelli che verranno definiti “Enti del Terzo settore” (Ets).
Ne sono previste ben sette nuove specie:
  1. le organizzazioni di volontariato (Odv);
  2. le associazioni di promozione sociale (Aps);
  3. le imprese sociali (incluse le attuali cooperative sociali),
  4. gli enti filantropici;
  5. le reti associative;
  6. le società di mutuo soccorso;
  7. gli altri enti (associazioni riconosciute e non, fondazioni, enti di carattere privato senza scopo di lucro diversi dalle società).

Sono escluse dalla disciplina del “terzo settore” le amministrazioni pubbliche, le fondazioni di origine bancaria, i partiti, i sindacati, le associazioni professionali, di categoria e di datori di lavoro.

Gli Enti del Terzo settore saranno assoggettati all’iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo settore (c.d. “Runts”), che sostituirà gli altri registri. Il Registro avrà sede presso il ministero delle Politiche sociali, dovendo tuttavia essere gestito a livello regionale.

Viene costituito, sempre presso in ministero delle Politiche sociali, il Consiglio nazionale del Terzo settore, organo consultivo per l’armonizzazione legislativa dell’intera materia.

L’art. 5 D.Lgs. cit. contempla le “attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale” che “in via esclusiva o principale” sono esercitate dagli Enti in parola.

Una volta iscritti al registro di cui sopra, gli Ets saranno tenuti a conformarsi a vari obblighi riguardanti la democrazia interna, la trasparenza nei bilanci, i rapporti di lavoro e i relativi stipendi, l’assicurazione dei volontari, la destinazione degli eventuali utili, potendo accedere anche ad una nutrita serie di esenzioni fiscali e sovvenzioni.

Prassi collegate

  • Organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale costituite dopo l’entrata in vigore del Codice del Terzo settore
  • Assemblea delle associazioni del terzo settore: numero massimo di deleghe (Min. Lavoro e Politiche Sociali, Nota dir. del 30 maggio 2019 n. 5093)
  • Adeguamenti statutari degli Enti del Terzo settore. Gli ulteriori chiarimenti del Ministero del Lavoro (Circolare del 31 maggio 2019, n. 13)

Percorsi argomentali

Aggiungi un commento


Se vuoi aggiornamenti su "La riforma del cosiddetto Terzo settore"

Iscriviti alla Newsletter di WikiJus!

Iscriviti