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Il notaio è responsabile per non aver accertato l'esistenza dell'uso civico sul terreno oggetto di vendita. (Tribunale di Avezzano, 30 aprile 2015)

La diligenza professionale del notaio gli impone, in sede di stipula di un atto di disposizione di un diritto reale immobiliare, un accertamento che non può limitarsi ad un riscontro presso il Registro degli Usi Civici tenuto dai Commissari Regionali dell’esistenza di un uso civico sul bene interessato, ma deve estendersi – oltre al studio delle evidenze catastali – all’indagine presso la competente P.A. delle procedure amministrative di verifica concluse o pendenti, delle quali dovrà notiziare le parti in epoca anteriore alla stipula del contratto.

Commento

(di Daniele Minussi)
Assai problematico in concreto il riscontro dell'esistenza dell'uso civico, la cui rilevanza è d'altronde essenziale ai fini della commerciabilità del bene. Infatti prima dell'eventuale affrancazione il terreno assoggettato ad uso civico è incommerciabile, potendo al più essere oggetto di vincoli aventi natura obbligatoria.
Come fare ad accertare in concreto l'esistenza dell'uso civico su un terreno? Secondo la pronunzia in commento il notaio deve effettuare tutti gli accertamenti del caso presso le P.A. per sincerarsi dell'esistenza o meno dello stesso. Sarebbe tuttavia il caso di domandarsi se l'obbligo di diligenza professionale richiesto non debba essere posto in relazione al compenso concordato tra le parti, attesa anche la soppressione delle tariffe professionali.

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