Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina Privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Cass. Civ., Sez. VI, n. 4422 del 23 febbraio 2011, L'avvocato non è tenuto a dare consigli finalizzati ad aggirare le prescrizioni di legge

Non è fonte di responsabilità professionale, per il legale che sia stato incaricato della presentazione di una dichiarazione di successione in prossimità della scadenza del relativo termine e in mancanza della documentazione necessaria per il tempestivo adempimento della prestazione, omettere di consigliare il cliente di accettare l'eredità con beneficio di inventario, in modo da farlo beneficiare della proroga prevista per tale ipotesi dalla legge, trattandosi di una deviazione dell'atto dal suo scopo precipuo.

Commento

(di Daniele Minussi)
Verrebbe da dire... e ci mancherebbe altro!
La pronunzia non fa altro che sancire il difetto di responsabilità professionale del legale la cui "colpa" sarebbe peraltro consistita nel non aver dato al cliente un consiglio fraudolento, vale a dire quello di porre in essere un atto di accettazione d'eredità con beneficio di inventario, ciò che avrebbe importato una proroga dei tempi necessari per presentare la denunzia di successione. Peraltro tale via si sarebbe sostanziata in una condotta abusiva, stante il difetto di una reale volontà di intendere l'accettazione come effettivamente sottoposta al beneficio dell'inventario.

Aggiungi un commento