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Abuso del diritto, elusione: conferimento e successiva cessione della partecipazione societaria quale alternativa alla mera cessione d’azienda. (CTR Roma, Sez. XXV, sent. n. 1220 del 15 dicembre 2014)

In presenza di un’operazione negoziale strutturata in conferimento e successiva cessione della partecipazione, il fisco ai fini dell’imposta di registro non può riqualificare, in presunta chiave antielusiva, l’operazione in cessione d’azienda; diversamente si violerebbe il principio di carattere generale che ammette la stessa operazione ai fini delle imposte dirette.

Commento

(di Daniele Minussi)
C'è da tirare un sospiro di sollievo: la decisione della Commissione romana contrasta la pretesa del fisco di negare la libertà negoziale, ciò che costringerebbe le parti ad utilizzare lo schema giuridico che conduce alla percezione del maggior gettito tributario possibile. Nel caso di specie il conferimento del ramo d'azienda era stato seguito dalla cessione della partecipazione sociale della società conferitaria. L'alternativa, più onerosa, sarebbe consistita nella cessione del ramo d'azienda.

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