Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina Privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Immobile acquisito da coniugi in comunione legale con i denari dei genitori (donati) al figlio coniugato. Doppia liberalità indiretta? (Cass. Civ., Sez. VI-II, sent. n. 19537 del 24 luglio 2018)

La somma di denaro erogata dal genitore al figlio, coniugato in regime di comunione legale dei beni per l'acquisto della casa familiare, ove detto acquisto sia condiviso con il coniuge, entra a far parte degli acquisti sottoposti al regime di comunione legale dei beni, anche se manca un atto che rivesta la forma richiesta dalla legge per la validità delle donazioni, e cioè l'atto pubblico stipulato alla presenza di due testimoni.

Commento

(di Daniele Minussi)
Nel giudizio che ha condotto alla pronunzia in esame è rimasto del tutto sullo sfondo il tema delle concrete modalità di erogazione della somma di denaro dai genitori al figlio, ciò che avrebbe potuto orientare diversamente l'esito della decisione (cfr. Cass. civile, sez. I 2000/15778). Quello che parrebbe desumersi dall'invero scarna decisione è che i genitori avrebbero non già donato con atto formale i denari al figlio, facendone mera erogazione senza dar corso ad un'attività negoziale formalmente connotata dagli oneri propri della liberalità diretta. A questo "sfondo" si sovrappone la ulteriore vicenda, che vede il l'impiego dei detti denari da parte del coniuge in comunione legale dei beni allo scopo di acquistare unitamente alla moglie un bene immobile da terzi. Quali le conseguenze dell'acquisto effettuato con le citate liquidità? Secondo la S.C. non possiede rilevanza alcuna che l'acquisizione non sia stata accompagnata dalle specifiche forme della donazione (diretta): l'acquisto comunque si deve ritenere si sia prodotto in favore della comunione legale dei beni tra i coniugi. Il tutto nei rapporti tra marito e moglie di traduce in una liberalità indiretta, senza che possa invocarsi da parte del coniuge che ha erogato la liquidità la inefficacia dell'atto siccome dissimulante una donazione nulla per difetto di forma. Insomma: due donazioni indirette "a catena" poste in essere da soggetti poco consapevoli delle conseguenze delle proprie condotte.

Aggiungi un commento