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Compravendita simulata per favorire il figlio rispetto al fratello: indagine sui versamenti effettuati dai genitori. (CTR Roma, Sez. IV, sent. n. 508 del 30 gennaio 2015)

È illegittimo l'accertamento dell'Amministrazione finanziaria che all'esito di indagini svolte sul conto corrente ridetermina il reddito del contribuente se quest'ultimo, con perizia di parte, dimostra che le operazioni contabili riguardano il contratto di compravendita simulata effettuata dai genitori allo scopo di anticipare in favore del figlio gli effetti economici della successione, evitando di dover conferire nell'asse ereditario in favore di altri coeredi quanto a lui donato.

Commento

(di Daniele Minussi)
Padre e madre fingono di vendere la casa al figlio, anzichè donarla. Il problema non viene dal fratello, ma dal Fisco! Le movimentazioni di denaro infatti sono incompatibili con il profilo reddituale del contribuente, il quale con l'acquisto in esame mostra una capacità non in linea con i redditi denunziati. Ne scaturisce un accertamento tributario per contrastare il quale è giocoforza dar conto dei movimenti bancari intercorsi tra le parti onde dar conto della natura simulata della negoziazione. Insomma: a proteggere i diritti successori dell'ignaro fratello ci pensa il Fisco! Un Fisco per amico...

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