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Beni in trust e sequestro preventivo penale finalizzato alla confisca. (Cass. Pen., Sez. II, sent. n. 9229 del 7 marzo 2016)

In merito al Trust ed al relativo sequestro preventivo finalizzato alla confisca: 1) la struttura: Il trust familiare è costituito dall’indagato con un semplice atto unilaterale non recettizio di natura gratuita a favore di stretti familiari, senza pertanto, una reale uscita del patrimonio dall’orbita di interesse del soggetto disponente; 2) l’effetto giuridico: il trust rientra fra i negozi fiduciari, così come l’interposizione reale in cui l’interposto – e cioè una terza persona – a seguito di un accordo fiduciario, amministra e gestisce i beni dell’indagato: l’analogia, mutatis mutandis, fra l’interposizione reale, per la quale è pacifica l’ammissibilità del sequestro dei beni amministrati dall’interposto, con l’effetto segregativo del trust, è evidente; 3) le conseguenza pratiche e fattuali: a seguito della costituzione del trust familiare, i beni dell’indagato restano comunque in ambito familiare, sicché, come già sopra segnalato, essi continuano a rimanere nella sua disponibilità da intendersi in senso lato, non potendo su di essa far velo l’effetto giuridico creato dallo stesso indagato, che si limita a spogliarsi del potere dispositivo sui beni. Si rammenti, infatti, che, da sempre (sia nei processi civili che nei procedimenti di sequestro penali), l’atto gratuito a favore dei congiunti – tanto più se effettuato in tempi sospetti – è considerato l’elemento indiziario più significativo e di per sé sufficiente a fare ritenere la simulazione dell’atto, così come, nessuno mette in dubbio che anche l’interposizione reale (ossia un negozio fiduciario così come lo è il trust), una volta provata, rientri fra i casi in cui è ammessa la confisca.
Pertanto: i beni del trust possono essere oggetto di sequestro finalizzato alla confisca anche se formalmente gestiti da una società fiduciaria. È infatti da valutare se l’imprenditore indagato per evasione fiscale fa parte o è in qualunque modo collegato alla compagine sociale.

Commento

(di Daniele Minussi)
Lo schermo di una società fiduciaria che abbia assunto la gestione di un trust di famiglia non vale ad escludere che i beni sottoposti al relativo vincolo siano sottratti al provvedimento cautelare di sequestro penale. Questa, in sintesi, la conclusione alla quale è pervenuta la S.C., la cui giurisprudenza è chiaramente orientata nella direzione di negare qualsiasi forza segregatrice a quei trust istituiti a titolo gratuito o liberale nei quali i beni rimangono in ambito familiare nei quali l'indagato è semplicemente deprivato del potere di disposizione su di essi.

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