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Il Presidente del CdA di una società per azioni firma per avallare il debito cambiario della società? Neppure il fondo patrimoniale lo salva dall'esecuzione. Nozione di "bisogno della famiglia". (Tribunale di Pordenone, 15 febbraio 2016)

Qualora l’amministratore sottoscriva per avallo un vaglia cambiario emesso da una società per azioni, il fondo patrimoniale da lui costituito può essere aggredito con espropriazione immobiliare dal creditore cambiario se egli non può dimostrare che, per il sostentamento della famiglia, trae proventi da fonti diverse dalla società avallata.

Commento

(di Daniele Minussi)
Un'altra "erosione" della protezione offerta dal fondo patrimoniale. La via dell'ermeneutica è ben più potente di quella della azione revocatoria. Il fondo patrimoniale infatti protegge i beni rispetto alla aggressioni dei creditori che instino per il soddisfacimento di pretese che esulano rispetto ai bisogni familiari. Al contrario, i beni di cui al fondo rispondono di tutti i debiti contratti per soddisfare tali esigenze. Nella specie di cosa dovrebbe dar conto il debitore per sfuggire all'azione dei creditori? Egli dovrebbe dar conto che trae il sostentamento suo e della di lui famiglia da fonti diverse rispetto a quelle riconducibili alla società il cui debito ebbe a garantire.
Secondo tale ragionamento, tuttavia, rimarrebbe da domandarsi quando in concreto il fondo possa dirsi tutelante ed in relazione a quali crediti. In fondo si può sempre ben dire che un padre di famiglia agisce per il bene di quest'ultima...

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