Per le distanze da osservare per il mantenimento di alberi in prossimità del confine è possibile fare rinvio alle norme degli artt.
892 ,
893 ,
894 ,
895 ,
896 cod. civ.
nota1.
Queste norme determinano le distanze in relazione alle varie specie di alberi (di alto, medio e basso fusto) ed in relazione alla vicinanza degli alberi a strade, canali ed a boschi.
Si noti che, ai sensi dell'art.
894 cod.civ., nel caso di violazione delle distanze legali, il vicino
può esigere che siano estirpati gli alberi e le siepi che sono piantati o nascono a distanza inferiore a quella minima
nota2. Ciò indipendentemente da qualsiasi ulteriore profilo inteso a sindacare la condotta del proprietario del fondo finitimo ovvero l'effettività di una turbativa. La normativa in esame infatti è posta a protezione della proprietà in senso oggettivo (Cass. Civ., Sez. II, sent. n.
14008/2014). Il fatto che, ai sensi dell'art. 896 cod.civ. il proprietario del fondo sul quale si protendono i rami ha sempre il diritto di costringere il proprio vicino a tagliarli, induce a ritenere l'impossibilità che una servitù corrispondente a tale situazione fattuale possa essere costituita per usucapione (Cass. Civ., Sez. II, ord. n.
21694/2019).
Note
nota1
Volendo stilare sul tema una gerarchia delle fonti normative, rinverremmo anzitutto i regolamenti generali o locali, indi gli usi e, in via subordinata, soltanto con valore suppletivo, il codice civile. V. Casadei,
Alberi, in Dig. disc. priv., IV, Sezione civile, 1987.
top1nota2
Un siffatto diritto di ottenere l'estirpazione spetta non solo al proprietario, ma anche al possessore, al superficiario, all'usufruttuario e all'enfiteuta.
top2Bibliografia
- CASADEI, Alberi, Dig. disc. priv., IV, 1987