Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina Privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Mancata assistenza del notaio alla sede principale? L'illecito diverge rispetto a quello costituito dalla presenza non consentita nella sede secondaria. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 6442 del 9 marzo 2021)

In tema di responsabilità disciplinare dei notai, la mancata assistenza del notaio nella sede principale, prevista dall'art. 26 della l. n. 89 del 1913, costituisce una condotta diversa da quella, individuata dall'art. 9 del codice deontologico, della presenza non consentita nella sede secondaria nei giorni fissati per l'assistenza alla sede; ed infatti, la violazione della seconda disposizione, volta a sanzionare la "presenza" nella sede secondaria, lesiva del principio di etica professionale, è sanzionata dall'art. 147, comma 1, lett. b), della l. n. 89 cit., con la censura, la sospensione ovvero anche la destituzione, mentre per la violazione della prima, finalizzata a punire l’assenza del notaio dalla sede, l'art. 137, comma 2, della medesima legge notarile dispone l'applicazione di una pena pecuniaria (salvo in caso di recidiva).

Commento

(di Daniele Minussi)
Una cosa è non assistere la clientela fornendo il servizio che la legge prevede, altra cosa è fare concorrenza illecita ad altri notai con una maggior frequenza rispetto al consentito una sede secondaria.
La pronunzia mette a fuoco la differenza tra queste due condotte, i cui esiti, sotto il profilo disciplinare, sono ben distinti. Mentre infatti l'assenza del notaio dalla sede assegnatagli è punita dall'art. 26 l.n., la sua presenza non consentita presso la sede secondaria è sanzionata dall'art. 9 del Codice di deontologia. Mentre la prima norma fa riferimento al II comma dell'art. 137 l.n. (pena pecuniaria), il mancato rispetto della seconda invece conduce all'applicazione del I comma dell'art. 147 lett. b), più gravemente sanzionato. Ma è una condotta più riprovevole professionalmente non assistere la clientela nei giorni doverosamente da porre a disposizione della stessa oppure dare "troppo" servizio in altra sede, condotta lesiva soltanto dell'economia di altri colleghi?

Aggiungi un commento