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Nullità della rendita costituita su persone già defunte



Costituisce un'ipotesi tipizzata di nullità per difetto assoluto di causa la fattispecie prevista dall'art. 1876 cod.civ., ai sensi del quale il contratto costitutivo di rendita vitalizia è nullo, se la rendita è costituita per la durata della vita di persona, che, al tempo del contratto, aveva già cessato di vivere.

V'è tuttavia di più: il contratto si può ritenere invalido non soltanto nell'ipotesi estrema di cui alla norma citata, bensì anche quando faccia difetto il meccanismo dell'alea, intesa come quello specifico equilibrio tra le prestazioni che si determina in relazione alla ordinaria aspettativa di vita nota1.

Se viene concluso un contratto di rendita vitalizia con il quale un trentenne, al quale rimangono una decina di giorni di vita per una gravissima malattia giunta ormai all'ultimo stadio, cede una palazzina composta da dieci appartamenti verso il corrispettivo di un canone di rendita mensile pari a 5000 Euro, è evidente la mancanza in concreto della causa. Il contratto sarà dunque nullo perché nel caso di specie manca la causa intesa come corrispondenza in concreto della struttura sinallagmatica delle prestazioni rispetto allo schema astratto della convenzione.

La giurisprudenza ha sostanzialmente accolto un ragionamento di questo tipo, sanzionando con la nullità pattuizioni di questa specie (Cass. Civ. Sez. II, 14796/09 ; Cass. Civ. Sez. II 117/99 ; Cass. Civ. Sez. II 4503/96 ; Cass. Civ. Sez. III 4344/86 ). Appare al riguardo evidente come alla difettosità dell'elemento causale possa assommarsi la mancanza dell'oggetto stesso del contratto, riguardato nella sua dimensione aleatoria, qualificata cioè dall'indispensabile assunzione del rischio consistente nella naturale incertezza della durata della vita umana. Analogamente si è ragionato nell'ipotesi in cui, considerando la tenuità del peso economico imposto all'obbligato ed il notevole valore dei beni oggetto di cessione da parte del beneficiario, l'entità del rischio possa dirsi sostanzialmente ridotta (Cass. Civ., Sez.II, 13869/09 in riferimento ad un contratto di vitalizio assistenziale) o sostanzialmente assente (Cass. Civ., Sez. II, 4825/2016).

Note

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La nullità in questione viene giustificata dal difetto di alea: cfr. Valsecchi, La rendita perpetua e la rendita vitalizia, in Tratt.dir.civ. e comm. diretto da Cicu-Messineo, Milano, 1961, p.127. In dottrina vi è anche chi (Torrente, Rendita perpetua. Rendita vitalizia, in Comm.cod.civ. a cura di Scialoja-Branca, Bologna Roma, 1966, p.136), tuttavia, preferisce collegare questa nullità all'assenza di un termine finale, requisito essenziale del contratto.
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Bibliografia

  • TORRENTE, Rendita perpetua rendita vitalizia, Bologna Roma, Comm.cod.civ.Scialoja Branca, 1966
  • VALSECCHI, La rendita perpetua e la rendita vitalizia, Milano, Tratt.dir.civ. e comm. dir. Cicu Messineo, 1961

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