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Corte Costituzionale, 18 dicembre 2009. Diritto di commutazione e principio di eguaglianza (art.3 Cost.)

Non è fondata, in riferimento agli artt. 3 e 30, comma 3 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 537, comma 3, c.c., il quale, con riferimento alla riserva di quota del patrimonio ereditario in favore dei legittimari, stabilisce che i figli legittimi possono soddisfare in danaro o in beni immobili ereditari la porzione spettante ai figli naturali che non vi si oppongano, e che, nel caso di opposizione, decide il giudice, valutate le circostanze personali e patrimoniali.

Commento

(di Daniele Minussi) Il Giudice delle Leggi ha reputato non contrastante con i principi di eguaglianza e di protezione dei figli nati al di fuori del matrimonio la facoltà di soddisfare i diritti di legittima agli stessi spettante mediante attribuzione di una somma di denaro (diritto di commutazione), ciò che intende evitare l’instaurazione di una comunione incidentale ereditaria tra fratelli naturali. Tenuto conto dell’evoluzione della coscienza sociale appare infatti sufficiente che la tutela operi sul piano semplicemente quantitativo, rimettendo la valutazione circa l’eventualità di impedire l’insorgenza della con titolarità dei beni dell’asse ereditario ai componenti della famiglia legittima.

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