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Cass. Civ., sez. I, ordinanza n. 11887/2006. Indennità di espropriazione: profili di legittimità costituzionale.

In tema di risarcimento del danno da occupazione appropriativa, il giudice nazionale, che è soggetto unicamente alla legge, non può disapplicare il criterio di liquidazione, di cui all'art. 5 bis, comma 7 bis, legge n. 359 del 1992, pur considerato in contrasto con i precetti della Convenzione europea dei diritti dell'uomo dalla Corte europea, per fissare una riparazione commisurata al valore venale del bene, creando una disciplina che, peraltro non ricavabile dall'ordinamento, compete solo alla discrezionalità del legislatore.

In tema di risarcimento del danno da occupazione appropriativa, non è manifestamente infondata la questione di legittimità dell'art. 5 bis, comma 7 bis, della legge n. 359 del 1992, per contrasto con l'art. 111 Cost., primo e secondo comma, anche alla luce dell'art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, nella parte in cui, disponendo l'applicabilità ai giudizi in corso delle regole di liquidazione del danno da occupazione appropriativa in esso contenute, viola i principi del giusto processo, in particolare le condizioni di parità delle parti davanti al giudice, che risultano lese dall'intromissione del potere legislativo nell'amministrazione della giustizia allo scopo di influire sulla risoluzione di una circoscritta e determinata categoria di controversie.

In tema di risarcimento del danno da occupazione appropriativa, non è manifestamente infondata, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 5 bis comma 7 bis, della legge n. 359 del 1992, per contrasto con l'art. 117, primo comma, Cost., anche alla luce dell'art. 6 e dell'art. 1 del I prot. add. della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, nella parte in cui, disponendo l'applicabilità ai giudizi in corso delle regole di determinazione dell'indennità di espropriazione in esso contenute, ed assicurando un trattamento indennitario lesivo del diritto di proprietà, viola i vincoli derivanti dagli obblighi internazionali.

Commento

La S.C. interviene in relazione al discusso criterio di determinazione dell'indennità di espropriazione di cui all'art. 5 bis della legge 359/1990 introdotto dalla l.662/1996, rimettendo al Giudice delle Leggi la valutazione della legittimità costituzionale della citata norma, non suscettibile di disapplicazione per rilevata contrarietà rispetto alla CEDU.

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