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Cessione d’azienda a fronte di costituzione di rendita vitalizia in favore del cedente. Assoggettamento ad imposizione fiscale delle plusvalenze ed accertamento delle stesse. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 3518 del 14 febbraio 2018)

In tema di imposte sui redditi, paga la plusvalenza da avviamento la cessione d'azienda che ha come corrispettivo una rendita vitalizia. Il valore economico, infatti, può essere agevolmente accertato facendo riferimento a calcoli attuariali, secondo criteri riconosciuti dall’ordinamento giuridico, anche se il contratto ha natura aleatoria.

Commento

(di Daniele Minussi)
La cessione di una farmacia da parte della titolare ad una società in nome collettivo (partecipata dai di lei figli) a fronte della costituzione di una rendita vitalizia non impedisce che il fisco accerti il valore di avviamento. Infatti, secondo i Giudici, la natura aleatoria della rendita, legata alla durata della vita del vitaliziato, non determina il venir meno del conseguimento di una plusvalenza. La misura della stessa è infatti ricavabile in relazione al computo del valore della rendita in base alle tabelle attuariali che si basano sul computo della durata media della vita elaborato periodicamente in base al variare tempo per tempo delle aspettative.

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