Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina Privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Atto ricognitivo dell'avvenuto trasferimento di titoli azionari: computo dell’imposta di registro. E gli aspetti sostanziali? (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 16175 del 28 giugno 2017)

L'atto di mera ricognizione di un contratto di compravendita di azioni anteriormente concluso non produce effetti giuridici corrispondenti al contratto di cessione azionaria, laddove lo scopo dell'atto non sia unicamente limitato a dare quietanza dell'avvenuto pagamento, estendendosi altresì alla pubblica ed ufficiale esternazione del fatto che la cessione azionaria sia, tra le parti, precedentemente intercorsa nelle modalità indicate (sebbene nella forma libera consentita dall'ordinamento). Ne discende l'effettiva debenza dell'imposta di registro suppletiva (0,50% del valore dichiarato) richiesta con l'avviso di liquidazione, vertendosi nella specie di quietanza non rilasciata nello stesso atto contenente le disposizioni negoziali alle quali essa si riferisce.
In tema di determinazione dell'imposta di registro, in caso di pluralità di atti non contestuali, va attribuita preminenza, in applicazione dell'art. 20 del D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131, alla causa reale dell'operazione economica rispetto alle forme negoziali adoperate dalle parti, sicché, ai fini della individuazione del corretto trattamento fiscale, è possibile valutare, ai sensi dell'art. 1362, comma II, c.c., circostanze ed elementi di fatto diversi da quelli emergenti dal tenore letterale delle previsioni contrattuali.

Commento

(di Daniele Minussi)
La pronunzia è incentrata sugli aspetti fiscali dell'atto con il quale si faceva pubblicamente risultare l'intervenuta cessione di titoli azionari di un istituto bancario, titoli che erano stati ceduti da una società (costituente una emanazione di nota multinazionale straniera) a un istituto di credito locale per un prezzo, pagato, di circa 28 milioni di euro. L'atto, che era stato sottoposto a tassa fissa, era stato da parte dell'Ufficio riqualificato in chiave di quietanza, con la conseguente sottoposizione a tassazione nella misura dello 0,50%, computato sul predetto prezzo. Il punto che non è stato minimamente sfiorato: cosa riferire della qualificazione giuridica sotto il profilo causale di una siffatta negoziazione? atto meramente ricognitivo? Ripetizione del negozio precedente?

Aggiungi un commento