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Patti sull'imposta e Statuto del contribuente



Come già detto, l’art. 8, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente) ammette espressamente “l’accollo del debito d’imposta altrui senza liberazione del contribuente originario”. Orbene la portata da attribuire a tale disposizione va pur sempre inserita nell’ambito di quanto detto sulla nullità dei patti sulle imposte contrari all’obbligo della rivalsa ovvero vietati espressamente dalla legge in quanto modificano il rapporto tributario di natura pubblicistica.

Dunque è da respingere la validità di clausole di accollo esterno ovvero di trasferimento del tributo con efficacia sul rapporto tributario d’imposta e liberazione del debitore nei confronti del Fisco, mentre la questione è superata, come confermato dal citato art. 8, comma 2, legge n. 212/2000 (e come prima sopra già esposto), la questione della validità dei patti che riguardano unicamente il rapporto di natura privata tra il soggetto attivo ed il soggetto passivo della rivalsa, senza modificare il rapporto pubblico del tributo.

Tanto premesso all’anzi detta norma è assegnato un duplice significato.

L’accollo, di cui al citato art. 8, comma 2, ha valore meramente interno (cioè valido solo tra le parti e non verso il Fisco), per la forte ragione che, essendo espressamente esclusa “la liberazione del debitore”, il Fisco non può aderire all’accollo. In buona sostanza, si fa discendere dall’esclusione della liberazione del debitore la natura di accollo meramente interno nota1.

Altra tesi afferma che è anche possibile intendere la citata disposizione nel senso che l’esclusione della liberazione del debitore non escluda che il Fisco aderisca all’adesione tra debitore e contribuente di fatto. In tal ipotesi non vi sarebbe, infatti, un vero trasferimento dell’obbligazione tributaria, ma si produrrebbe solo l’effetto che al debitore originario si aggiunga un soggetto terzo, responsabile in solido ex art. 1273 comma 3 cod. civ.

Il più volte citato art. 8, comma 2, non disciplina l’accollo di sanzioni previste ex art 11, comma 6, del D.Lgs. n. 472/1997 anche se non vi è ragione di ritenere che l’accollo non possa riguardare anche le sanzioni nota2.

Note

nota1

Cfr. Fedele, L’art. 8 dello statuto dei diritti del contribuente, (legge 27 luglio 2000, n. 212), in Riv. dir. trib., 2001.
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nota2

Cfr. Marongiu-Marcheselli, Lezioni di diritto tributario, Giapichelli Editore, IV Ed., 2013.
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