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Cass. Civ., Sez. Unite, n. 3947/2010. Natura della polizza fideiussoria e inapplicabilità dell'art. 1957 c.c..

La polizza fideiussoria stipulata a garanzia delle obbligazioni assunte da un appaltatore costituisce una garanzia atipica, in quanto, ferma restando l'invalidità della polizza stessa se intervenuta successivamente rispetto all'inadempimento delle obbligazioni garantite, l'insostituibilità di queste ultime comporta che il creditore può pretendere dal garante solo il risarcimento del danno dovuto per l'inadempimento dell'obbligato principale, prestazione diversa da quella alla quale aveva diritto, venendo cosí vulnerato il meccanismo della solidarietà che, nella fideiussione, attribuisce al creditore la "libera electio", cioé la possibilità di chiedere l'adempimento cosí al debitore come al fideiussore, a partire dal momento in cui il credito è esigibile.
Al contratto autonomo di garanzia, in difetto di diversa previsione da parte dei contraenti, non si applica la norma dell'art. 1957 c.c., sull'onere del creditore garantito di far valere tempestivamente le sue ragioni nei confronti del debitore principale, poiché tale disposizione, collegata al carattere accessorio dell'obbligazione fideiussoria, instaura un collegamento necessario e ineludibile tra la scadenza dell'obbligazione di garanzia e quella dell'obbligazione principale, e come tale rientra tra quelle su cui si fonda l'accessorietà del vincolo fideiussorio, per ciò solo inapplicabile ad un'obbligazione di garanzia autonoma.

Commento

(di Daniele Minussi) Le S.U. si pronunziano ancora sulla vexata quaestio della distinzione tra fidejussione e contratto autonomo di garanzia, valutando come decisiva l’introduzione della clausola “a prima richiesta e senza eccezioni”. Essa sarebbe in grado di “sganciare” la prestazione di garanzia da ogni legame rispetto all’obbligazione principale garantita, rimarcando la differenza trale due fattispecie negoziali, cià che renderebbe impraticabile l’applicazione della regola di cui all’art. 1957 cod.civ..

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