Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina Privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Cass. civile, sez. III del 2004 numero 11015 (10/06/2004)


L'effetto interruttivo della prescrizione si produce anche se la costituzione in mora proviene da mandatario cui l'incarico sia stato conferito verbalmente, atteso che la disposizione di cui all'art. 1392 del Cc., che richiede per la procura la medesima forma prescritta per il contratto, non si applica all'atto di costituzione in mora, in relazione alla sua natura di mero atto giuridico non negoziale.Affinché un atto abbia efficacia interruttiva della prescrizione, ai sensi dell'art. 2943, comma 4, del Cc, lo stesso deve presentare un elemento soggettivo, costituito dalla indicazione del soggetto obbligato e uno oggettivo (il cui accertamento costituisce indagine di fatto, riservata al giudice del merito e non sindacabile in sede di legittimità ove immune da vizi logici e giuridici), consistente nell'esplicazione di una pretesa e nell'intimazione o richiesta scritta di adempimento idonea a manifestare la non equivoca volontà del titolare del credito di far valere il proprio diritto nei confronti del soggetto indicato con l'effetto sostanziale di costituirlo in mora.

Documenti collegati

Percorsi argomentali

Aggiungi un commento


Se vuoi aggiornamenti su "Cass. civile, sez. III del 2004 numero 11015 (10/06/2004)"

inserisci la tua e-mail nel box qui sotto