Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina Privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Vendita immobili del patrimonio dell'impresa


Se i beni immobili oggetto della vendita appartengono a una impresa (individuale o collettiva), i relativi proventi sono considerati ricavi o plusvalenze a seconda che si tratti di beni merce, ovvero di beni strumentali per l’esercizio dell’impresa o comunque inerenti al patrimonio dell’impresa (art. 90, D.P.R. n. 917/1986).

Per individuare l’esercizio di competenza, cui imputare i costi e ricavi, la legge fiscale stabilisce regole specifiche per gli immobili che non coincidono necessariamente con il trasferimento della proprietà del bene o con la costituzione di altro diritto reale (art. 109, comma 2, lett. a), D.P.R. n. 917/1986). Di norma, per individuare l’esercizio di competenza, vale il momento della conclusione del contratto definitivo redatto per forma scritta ad substantiam a pena di nullità (art. 1350 cod. civ.), cioè il momento di perfezionamento del contratto (art. 1376 cod. civ.). È irrilevante ogni altro evento, compresa l’immissione antecedente nel possesso dell’immobile.

Non è necessario che l’atto di cessione sia redatto per atto pubblico notarile, la forma pubblica è richiesta solo per la trascrizione nei registri immobiliari; ne consegue che anche la stipula dell’atto di cessione per scrittura privata (anche non autenticata) individua il periodo d’imposta.

Vedi anche

Percorsi argomentali

Aggiungi un commento


Se vuoi aggiornamenti su "Vendita immobili del patrimonio dell'impresa"

inserisci la tua e-mail nel box qui sotto