Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina Privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Cass. civile, sez. III del 2003 numero 3170 (04/03/2003)


Ai fini dell'esercizio del diritto di prelazione o di riscatto la categoria dei coltivatori diretti non coincide con quella di piccolo imprenditore agricolo contenuta nel codice civile, in quanto comprensiva soltanto di quei coltivatori diretti che dedichino soltanto abitualmente la propria attività lavorativa allo sfruttamento della redditività della terra, con esclusione quindi di coloro che esercitano esclusivamente le altre attività agricole, come la silvicoltura, gli allevatori e i soccidari. L'articolo 8 della legge 26 maggio 1965 n. 590, infatti, attribuisce il diritto di prelazione e riscatto soltanto alla prima delle tre categoria indicate nel comma 1 dell'articolo 2135 del Cc e cioè al solo coltivatore del fondo e non anche a chi sia dedito alla silvicoltura.

Documenti collegati

Percorsi argomentali

Aggiungi un commento


Se vuoi aggiornamenti su "Cass. civile, sez. III del 2003 numero 3170 (04/03/2003)"

inserisci la tua e-mail nel box qui sotto