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Natura giuridica della vendita su campione



La peculiarità della vendita su campione (art.1522 cod.civ.) attiene alla determinazione per relationem dell'oggetto. Se Tizio e Caio si accordano affinchè il primo venda al secondo una determinata quantità di merce conforme ad un campione precedentemente esaminato ed approvato, l'oggetto della vendita si specifica e si determina in riferimento al detto campione. La fonte di specificazione dell'oggetto della negoziazione è esterna rispetto al congegno negoziale anche se per lo più non si potrà parlare di eterodeterminazione, dal momento che l'individuazione del campione di riferimento è stata di solito effettuata dalle stesse parti del contratto nota1 .

Per il resto la vendita su campione é un contratto del tutto perfetto ed immediatamente produttivo di effetti, differenziandosi nettamente, sotto questo profilo, dalla vendita con riserva di gradimento (art.1520 cod.civ.). Quest'ultima infatti può essere considerata un contratto non ancora perfezionato, dovendo la conclusione seguire all'espressione del gradimento da parte dell'acquirente. Parimenti è evidente la differenza della vendita su campione rispetto alla vendita a prova. In essa infatti il problema è semplicemente quello di accertare la sussistenza dei requisiti o delle qualità che la cosa, immediatamente fornita, deve possedere. Nella vendita su campione invece il campione viene individuato preventivamente e la verifica consiste nel paragone tra esso e quanto fornito dal venditore nota2 .

Note

nota1

Così Rubino, La compravendita, in Tratt. dir.civ. e comm., diretto da Cicu-Messineo, vol.XXIII, Milano, 1971, p.120.
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nota2

Analogamente Mirabelli, Dei singoli contratti, in Comm.cod.civ., libro IV, Torino, 1991, p.169 il quale nota che il campione svolge la duplice funzione di servire quale parametro per la determinazione sia dell'oggetto del contratto sia della esattezza dell'adempimento.
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Bibliografia

  • MIRABELLI, Dei singoli contratti, Torino, Comm. cod. civ., vol. IV, 1968
  • RUBINO, La compravendita , Milano, Tratt.dir.civ. e comm. già dir. da Cicu-Messineo, e continuato da Mengoni vol.XVI, 1971

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