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Legge del 1985 numero 222 art. 47


Le somme da corrispondere a far tempo dal 1° gennaio 1987 e sino a
tutto il 1989 alla Conferenza episcopale italiana e al Fondo edifici
di culto in forza delle presenti norme sono iscritte in appositi
capitoli dello stato di previsione del Ministero del tesoro, verso
contestuale soppressione del capitolo n. 4493 del medesimo stato di
previsione, dei capitoli n. 2001, n. 2002, n. 2031 e n. 2071 dello
stato di previsione del Ministero dell'interno, nonché del capitolo
n. 7871 dello stato di previsione del Ministero dei lavori pubblici.
A decorrere dall'anno finanziario 1990 una quota pari all'otto per
mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, liquidata dagli
uffici sulla base delle dichiarazioni annuali, è destinata, in parte,
a scopi di interesse sociale o di carattere umanitario a diretta
gestione statale e, in parte, a scopi di carattere religioso a
diretta gestione della Chiesa cattolica).
Le destinazioni di cui al comma precedente vengono stabilite sulla
base delle scelte espresse dai contribuenti in sede di dichiarazione
annuale dei redditi. In caso di scelte non espresse da parte dei
contribuenti, la destinazione si stabilisce in proporzione alle
scelte espresse.
Per gli anni finanziari 1990, 1991 e 1992 lo Stato corrisponde,
entro il mese di marzo di ciascun anno, alla Conferenza episcopale
italiana, a titolo di anticipo e salvo conguaglio complessivo entro
il mese di giugno 1996, una somma pari al contributo alla stessa
corrisposto nell'anno 1989, a norma dell'articolo 50.
A decorrere dall'anno finanziario 1993, lo Stato corrisponde
annualmente, entro il mese di giugno, alla Conferenza episcopale
italiana, a titolo di anticipo e salvo conguaglio entro il mese di
gennaio del terzo periodo d'imposta successivo, una somma calcolata
sull'importo liquidato dagli uffici sulla base delle dichiarazioni
annuali relative al terzo periodo d'imposta precedente con
destinazione alla Chiesa cattolica.

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