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Cass. civile, sez. III del 1994 numero 5306 (01/06/1994)


L'art. 2047, comma 1 c.c., prevede un'ipotesi di colpa presunta da cui scaturisce una responsabilità diretta, fondata sulla inosservanza del dovere di vigilanza sul soggetto (maggiore di età) incapace di intendere e di volere che coabiti con i genitori. Il dovere di sorveglianza di un incapace, quale fonte di responsabilità per il danno cagionato dall'incapace medesimo, ai sensi dell'art. 2047 comma 1 c.c., può essere l'effetto non soltanto di un vincolo giuridico, ma anche di una scelta liberamente compiuta da un soggetto, il quale, accogliendo l'incapace nella sua sfera personale e familiare, assuma spontaneamente il compito di prevenire od impedire che il comportamento di questo possa arrecare ad altri nocumento. (Nella specie, enunciando il principio di cui sopra, la S.C. ha ritenuto correttamente applicata la citata norma nei confronti dei genitori di un soggetto maggiorenne riconosciuto, in sede penale, totalmente incapace di intendere e di volere).

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