Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina Privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Cass. civile, sez. III del 1980 numero 2206 (03/04/1980)


Qualora il fatto dannoso sia imputabile a più persone, l'indagine circa la diversa efficienza causale del comportamento di ciascuna nella produzione dell'evento è irrilevante soltanto nel rapporto esterno, in cui opera comunque la solidarietà dei responsabili verso il danneggiato, ma non può essere omessa nel rapporto interno, avendo influenza determinante e discriminante sulla ripartizione del debito fra i corresponsabili, da effettuarsi proporzionalmente alla colpa di ciascuno di essi.L'obbligo di corrispondere un'equa indennità, previsto, ai sensi dell'art. 2045 c.c., a carico di colui che arreca un danno agendo in stato di necessità, anche se questo sia stato determinato dal comportamento colposo di un terzo, presuppone, in ogni caso, che la condotta del soggetto necessitato sia stata non solo cosciente e volontaria, ma anche oggettivamente contraria ad una norma di legge o di comune prudenza.

Documenti collegati

Percorsi argomentali

Aggiungi un commento


Se vuoi aggiornamenti su "Cass. civile, sez. III del 1980 numero 2206 (03/04/1980)"

inserisci la tua e-mail nel box qui sotto