Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina Privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Cass. civile, sez. II del 1995 numero 511 (18/01/1995)


La norma di cui all' art. 550 cod. civ. (cosiddetta cautela sociniana) - la quale, nell' ipotesi che il testatore abbia disposto di un usufrutto o di una rendita vitalizia il cui reddito eccede quello della porzione disponibile (comma primo) o della nuda proprietà di una parte eccedente la disponibile (comma secondo), attribuisce al legittimario, al quale, rispettivamente, sia stata assegnata la nuda proprietà ovvero l' usufrutto della disponibile (o di parte di essa), il potere di incidere unilateralmente sulla successione, senza ricorrere all' azione di riduzione, la quale, impostata sul concetto di lesione quantitativa, non assicura al legittimario la qualità (piena proprietà), oltre che la quantità della legittima - configura, quale diritto potestativo, una scelta (per la legittima in piena proprietà, con abbandono del resto - cioè della nuda proprietà o dell' usufrutto della disponibile -, ovvero per il conseguimento dell' oggetto della disposizione testamentaria) di cui la legge non determina la forma, con la conseguenza che essa, espressa o tacita, può essere provata anche per testimoni o per presunzioni, anche se è in questione l' usufrutto o la nuda proprietà di beni immobili. L' effettuazione di tale scelta è incompatibile con il successivo ricorso all' azione di riduzione per la diversità di presupposti, struttura e finalità delle norme di cui agli artt. 550 e 554 cod. civ. (Nella specie, la S.C. ha annullato la sentenza, con cui il giudice di merito aveva accolto l' azione di riduzione esperita da legittimario - coniuge del "de cuius" -, al quale il testatore aveva destinato alcuni beni in piena proprietà ed inoltre l' usufrutto di tutti gli altri beni, in piena proprietà ed inoltre l' usufrutto di tutti gli altri beni, perché non erano state valutate, come fatto potenzialmente idoneo ad esprimere la scelta in questione, le circostanza relative al possesso e godimento esclusivo da parte dell' attore degli immobili costituenti l' asse ereditario).

Documenti collegati

Percorsi argomentali

Aggiungi un commento


Se vuoi aggiornamenti su "Cass. civile, sez. II del 1995 numero 511 (18/01/1995)"

inserisci la tua e-mail nel box qui sotto