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Cass. civile, sez. II del 1993 numero 4930 (27/04/1993)


L'investitura dell'ufficio di esecutore testamentario è geneticamente collegata ad una fattispecie complessa a formazione progressiva, rivestita da forme richieste "ad substantiam", sia per la nomina che per l'accettazione: e ciò in armonia con il principio di solennità che informa le disposizioni in materia di successioni "mortis causa", per la necessità di assicurare un ambito di massima certezza per il grande rilievo economico attribuito dall'ordinamento al trasferimento dell'intero patrimonio dal "de cuius" ai suoi successori. Ne consegue che l'accettazione della nomina ove non sia formalizzata a norma dell' art. 702 cod. civ. non comporta l'investitura dell'ufficio per il designato ad esecutore testamentario.

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