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Cass. civile, sez. I del 1987 numero 1688 (17/02/1987)


Nella disciplina anteriore alla riforma del diritto di famiglia di cui alla legge 19 maggio 1975 n. 151, il coniuge che affermi il diritto di comproprietà su bene immobile intestato all' altro coniuge, in forza di un regime di comunione tacita familiare, idoneo ad estendersi ipso iure agli acquisti fatti da ciascun partecipante senza bisogno di mandato degli altri né di successivo negozio di trasferimento, ha l' onere di fornire la relativa prova, tenendo conto che la suddetta comunione non può essere desunta da una mera situazione di collaborazione familiare, ma postula atti o comportamenti che evidenzino inequivocamente la volontà di mettere a disposizione del consorzio familiare determinati beni, nonché di porre in comune lucri, perdite ed incrementi patrimoniali.

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