Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina Privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Differenza tra regole per il trattamento dei dati previste per soggetti pubblici e privati




Le regole che il t.u. in materia di privacy (d. lgs. 196/2003 ) pone per il trattamento dei dati personali e, più specificamente, di quelli sensibili, è significativamente diverso a seconda della natura giuridica del titolare. Al riguardo distingueremo tra: a) trattamento di dati personali; b) comunicazione degli stessi; c) trattamento di dati sensibili; d) trattamento dati giudiziari.

a) Quando il titolare del trattamento sia un privato o un ente pubblico economico, l'art. 23 t.u. prevede che il trattamento di dati personali sia ammesso solo con il consenso espresso dell'interessato nota1. Trattandosi invece di soggetti pubblici, l'art.18 del t.u., pone la regola, di segno inverso, secondo la quale qualunque trattamento di dati personali da parte di soggetti pubblici (salvo quanto previsto all'art.81 del t.u. per gli esercenti le professioni sanitarie e gli organismi sanitari pubblici) è consentito senza il consenso dell'interessato, sia pure per lo svolgimento delle funzioni istituzionali. L'art. 19 t.u. prevede al riguardo che il trattamento sia permesso, fermo restando quanto previsto dal II comma dell'art.18 t.u., anche in mancanza di una norma di legge o di regolamento che lo preveda espressamente.

b) La comunicazione da parte di un soggetto pubblico ad altri soggetti pubblici viene invece ammessa in genere quando è prevista da una norma di legge o di regolamento. In mancanza di tale norma, la comunicazione è ammessa quando è comunque necessaria per lo svolgimento di funzioni istituzionali e può essere iniziata se è decorso il termine di cui al II comma dell'art. 39 t.u. e non è stata adottata la diversa determinazione ivi indicata.
La comunicazione da parte di un soggetto pubblico a privati o a enti pubblici economici e la diffusione da parte di un soggetto pubblico sono ammesse unicamente quando sono previste da una norma di legge o di regolamento. Per i soggetti privati e gli enti pubblici economici invece l'art. 25 t.u. contempla i divieti di comunicazione e diffusione relativamente ai dati personali.

c) Quanto ai dati sensibili, gli enti pubblici sono autorizzati dall'art. 20 t.u. al trattamento solo se previsto da espressa disposizione di legge nella quale sono specificati i tipi di dati che possono essere trattati e di operazioni eseguibili e le finalità di rilevante interesse pubblico perseguite. Per i soggetti privati (e gli enti pubblici economici) l'art.26 t.u. prescrive, quale regola generale, che i dati sensibili possano essere oggetto di trattamento solo con il consenso scritto dell' interessato e previa autorizzazione del Garante, nell' osservanza dei presupposti e dei limiti stabiliti dal codice, nonchè dalla legge e dai regolamenti.

d) Per i dati giudiziari infine quando il titolare del trattamento è un privato (o un ente pubblico economico) rinviene applicazione l'art. 27 t.u., trattandosi invece di un ente pubblico si farà riferimento all'art.21 del t.u.. Le prescrizioni sembrano sostanzialmente analoghe.

Note

nota1

Giova comunque osservare come l'art. 24 t.u. preveda ipotesi in cui l'effettuazione del trattamento dei dati personali ad opera di soggetti privati può prescindere dalla prestazione del consenso da parte dell'interessato.
top1

Chiedi consulenza ai nostri esperti su:

Differenza tra regole per il trattamento dei dati previste per soggetti pubblici e privati
richiedi un preventivo gratuito

Trovi ulteriori informazioni sulle Consulenze di Wikijus qui

Percorsi argomentali

Aggiungi un commento


Se vuoi aggiornamenti su "Differenza tra regole per il trattamento dei dati previste per soggetti pubblici e privati"

inserisci la tua e-mail nel box qui sotto