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Regole per il trattamento dei dati personali da parte di soggetti privati e di enti pubblici economici (t.u. in materia di privacy)



Il capo III della prima parte D. Lgs. 196/2003 (t.u. in materia di privacy) contiene regole per il trattamento dei dati personali specificamente predisposte per i soggetti privati e per gli enti pubblici economici.
L'art. 23 t.u. prevede (analogamente al previgente art. 11 della Legge 675/96 che il trattamento di dati personali da parte di privati o di enti pubblici economici sia ammesso solo con il consenso espresso dell'interessato.

Dubbi si pongono in relazione alle riprese ed alla registrazione di immagini di videosorveglianza, in relazione alla quale l'acquisizione del consenso sarebbe contrastante con lo scopo e la finalità di una siffatta attività. Parrebbe infatti un controsenso chiedere al ladro che cerca di introdursi in un'abitazione il consenso al trattamento dei dati. Un conto, in questo senso, è riprendere spazi privati, altra cosa spazi comuni condominiali o addirittura pubblici. In quest'ultimo caso non solo le riprese sono vietate, ma si corre il rischio di commettere il reato di cui all'art. 615 bis cod. pen.. Sul tema si è pronunziata la Corte di Giustizia Europea (Corte di Giustizia Europea, Sez. IV, C212/13 dell’11 dicembre 2014).

Il consenso può riguardare l'intero trattamento ovvero una o più operazioni dello stesso.
Il consenso è validamente prestato solo se è espresso liberamente e specificamente in riferimento ad un trattamento chiaramente individuato, se è documentato per iscritto, e se sono state rese all'interessato le informazioni di cui all'art. 13 t.u. .
Il consenso è manifestato in forma scritta quando il trattamento riguarda dati sensibili.

Cosa significano le espressioni "consenso espresso liberamente" e "documentato per iscritto"? Certamente non potrebbe desumersi il consenso per facta concludentia, tacitamente. Peraltro sembra scontato che un consenso valido non possa che essere liberamente prestato: diversamente sarebbe annullabile a causa dell'esistenza di vizi nel consenso. La forma specifica parrebbe rappresentare l'esigenza di raccogliere il consenso quantomeno per il tramite di una scrittura privata, tuttavia il successivo riferimento allo scritto come modalità di documentazione paleserebbe la natura di forma ad probationem tantum del requisito.

L'art. 24 t.u. prevede i casi in cui il trattamento dei dati personali può essere eseguito anche in difetto di prestazione del consenso da parte dell'interessato. Ciò è possibile, oltre che nei casi previsti nella Parte II del T.U., anche quando il trattamento:
a) è necessario per adempiere ad un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria;
b) è necessario per eseguire obblighi derivanti da un contratto del quale è parte l'interessato o per adempiere, prima della conclusione del contratto, a specifiche richieste dell'interessato;
c) riguarda dati provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque, fermi restando i limiti e le modalità che le leggi, i regolamenti o la normativa comunitaria stabiliscono per la conoscibilità e pubblicità dei dati;
d) riguarda dati relativi allo svolgimento di attività economiche, trattati nel rispetto della vigente normativa in materia di segreto aziendale e industriale;
e) è necessario per la salvaguardia della vita o dell'incolumità fisica di un terzo. Se la medesima finalità riguarda l'interessato e quest'ultimo non può prestare il proprio consenso per impossibilità fisica, per incapacità di agire o per incapacità di intendere o di volere, il consenso è manifestato da chi esercita legalmente la potestà, ovvero da un prossimo congiunto, da un familiare, da un convivente o, in loro assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimora l'interessato. Si applica la disposizione di cui al II comma dell'art. 82 t.u.;
f) con esclusione della diffusione, è necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla Legge 7 dicembre 2000, n. 397, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento, nel rispetto della vigente normativa in materia di segreto aziendale e industriale (cfr. Cass. Civ., Sez. Unite, 3034/11);
g) con esclusione della diffusione, è necessario, nei casi individuati dal Garante sulla base dei principi sanciti dalla legge, per perseguire un legittimo interesse del titolare o di un terzo destinatario dei dati (non più anche in riferimento all'attività di gruppi bancari e di società controllate o collegate, in esito alla modifica di cui al numero 3) della lettera a) del comma 2 dell’art. 6), qualora non prevalgano i diritti e le libertà fondamentali, la dignità o un legittimo interesse dell'interessato;
h) con esclusione della comunicazione all'esterno e della diffusione, è effettuato da associazioni, enti od organismi senza scopo di lucro, anche non riconosciuti, in riferimento a soggetti che hanno con essi contatti regolari o ad aderenti, per il perseguimento di scopi determinati e legittimi individuati dall'atto costitutivo, dallo statuto o dal contratto collettivo, e con modalità di utilizzo previste espressamente con determinazione resa nota agli interessati all'atto dell'informativa ai sensi dell'art. 13 t.u. ;
i) è necessario, in conformità ai rispettivi codici di deontologia di cui all' ALLEGATO A al T.U., per esclusivi scopi scientifici o statistici, ovvero per esclusivi scopi storici presso archivi privati dichiarati di notevole interesse storico del t.u. in materia di beni culturali, o, secondo quanto previsto dai medesimi codici, presso altri archivi privati. E' stato ritenuto conforme alla prescrizione in esame la comunicazione di dati personali di un condomino effettuata dall'amministratore di condominio in riferimento all'attività di gestione degli enti comuni (Cass. Civ., Sez. III, 1593/13) e rivolta agli altri condomini. Sarebbe tuttavia esclusa comunque la diffusione indiscriminata di tali dati: è stato pertanto deciso che l'affissione della notizia della morosità di taluno dei condomini in una bacheca posta nell'androne antistante all'ascensore possa configurare addirittura il reato di diffamazione: cfr. Cass. Pen., Sez. V, 4364/13.
Cosa riferire delle registrazioni effettuate nei locali condominiali (quali il vano scale, la portineria e l'androne d'ingresso, l'autorimessa)? La S.C. si è pronunziata nel senso della possibilità di fare uso delle stesse ai fini di accertare l'identità di chi abbia posto in essere condotte penalmente illecite quali il danneggiamento di un'autovettura (Cass. Pen. Sez.II, 28554/13).

L'art. 25 T.U. contempla i divieti di comunicazione e diffusione relativamente ai dati personali.
La comunicazione e la diffusione sono vietate, oltre che in caso di divieto disposto dal Garante o dall'autorità giudiziaria:
a) in riferimento a dati personali dei quali è stata ordinata la cancellazione, ovvero quando è decorso il periodo di tempo indicato nell'art. 11, comma 1, lettera e) del T.U. ;
b) per finalità diverse da quelle indicate nella notificazione del trattamento, ove prescritta.
E' fatta salva la comunicazione o diffusione di dati richieste, in conformità alla legge, da forze di polizia, dall'autorità giudiziaria, da organismi di informazione e sicurezza o da altri soggetti pubblici ai sensi del II comma dell'art. 58 T.U., per finalità di difesa o di sicurezza dello Stato o di prevenzione, accertamento o repressione di reati.

Il successivo art.26 T.U. annovera una serie di garanzie, questa volta relative soltanto ai dati sensibili.

Essi anzitutto possono essere oggetto di trattamento solo con il consenso scritto dell' interessato e previa autorizzazione del Garante, nell' osservanza dei presupposti e dei limiti stabiliti dal presente codice, nonchè dalla legge e dai regolamenti.
Il Garante comunica la decisione adottata sulla richiesta di autorizzazione entro quarantacinque giorni, decorsi i quali la mancata pronuncia equivale a rigetto. Con il provvedimento di autorizzazione, ovvero successivamente, anche sulla base di eventuali verifiche, il Garante può prescrivere misure e accorgimenti a garanzia dell'interessato, che il titolare del trattamento è tenuto ad adottare.
La disposizione di cui al I comma della norma in esame non si applica al trattamento:
a) dei dati relativi agli aderenti alle confessioni religiose e ai soggetti che con riferimento a finalità di natura esclusivamente religiosa hanno contatti regolari con le medesime confessioni, effettuato dai relativi organi, ovvero da enti civilmente riconosciuti, sempre che i dati non siano diffusi o comunicati fuori delle medesime confessioni. Queste ultime determinano idonee garanzie relativamente ai trattamenti effettuati, nel rispetto dei principi indicati al riguardo con autorizzazione del Garante;
b) dei dati riguardanti l'adesione di associazioni od organizzazioni a carattere sindacale o di categoria ad altre associazioni, organizzazioni o confederazioni a carattere sindacale o di categoria.
Ai sensi del IV comma dell'art. 26 T.U. in esame i dati sensibili possono essere oggetto di trattamento anche senza consenso, previa autorizzazione del Garante:
a) quando il trattamento è effettuato da associazioni, enti od organismi senza scopo di lucro, anche non riconosciuti, a carattere politico, filosofico, religioso o sindacale, ivi compresi partiti e movimenti politici, per il perseguimento di scopi determinati e legittimi individuati dall'atto costitutivo, dallo statuto o dal contratto collettivo, relativamente ai dati personali degli aderenti o dei soggetti che in relazione a tali finalità hanno contatti regolari con l'associazione, ente od organismo, sempre che i dati non siano comunicati all'esterno o diffusi e l'ente, associazione od organismo determini idonee garanzie relativamente ai trattamenti effettuati, prevedendo espressamente le modalità di utilizzo dei dati con determinazione resa nota agli interessati all'atto dell'informativa ai sensi dell'art. 13 T.U. ;
b) quando il trattamento è necessario per la salvaguardia della vita o dell'incolumità' fisica di un terzo. Se la medesima finalità riguarda l'interessato e quest'ultimo non può prestare il proprio consenso per impossibilità fisica, per incapacità di agire o per incapacità di intendere o di volere, il consenso è manifestato da chi esercita legalmente la potestà, ovvero da un prossimo congiunto, da un familiare, da un convivente (si pensi anche all'istituto dell'amministrazione di sostegno di cui all'art. 404 cod.civ. e ss.) o, in loro assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimora l'interessato. Si applica la disposizione di cui al II comma dell'art. 82 T.U. ;
c) quando il trattamento è necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397, o, comunque, per far valere o difendere in sede giudiziaria un diritto, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento. Se i dati sono idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, il diritto deve essere di rango pari a quello dell'interessato, ovvero consistente in un diritto della personalità o in un altro diritto o libertà fondamentale e inviolabile nota1;
d) quando è necessario per adempiere a specifici obblighi o compiti previsti dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria per la gestione del rapporto di lavoro, anche in materia di igiene e sicurezza del lavoro e della popolazione e di previdenza e assistenza, nei limiti previsti dall'autorizzazione e ferme restando le disposizioni del codice di deontologia e di buona condotta di cui all'art. 111 T.U..
In ogni caso, ai sensi del V comma dell'art. 26 T.U. i dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere diffusi.

Infine l'art. 27 T.U. si occupa delle garanzie relative ai dati giudiziari. Il trattamento di essi da parte di privati o di enti pubblici economici è consentito soltanto se autorizzato da espressa disposizione di legge o provvedimento del Garante che specifichino le rilevanti finalità di interesse pubblico del trattamento, i tipi di dati trattati e di operazioni eseguibili.

Note

nota1

Cfr. Tribunale di Milano, 22 luglio 2009 che ha reputato pertanto non illecito il trattamento di dati sensibili attinenti la sfera sessuale nell'ipotesi in cui veniva in considerazione la domanda di annullamento del matrimonio innanzi al tribunale ecclesiastico. Ciò proprio sulla considerazione del pari rango del diritto di libertà religiosa.
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