Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina Privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Cass. civile, sez. III del 2007 numero 20987 (08/10/2007)


L'esistenza del danno parentale, quale che sia il profilo dedotto (il danno diretto di ordine psichico, il patema d'animo proprio del danno morale, il danno esistenziale ancorato a posizioni soggettive costituzionalmente protette) non è qualificabile come danno-evento, risarcibile in re ipsa, ma è riconducibile alla categoria del danno-conseguenza, e come tale il suo riconoscimento è soggetto alle regole ordinarie sull'onere probatorio. Pertanto, il parente che intende indicare, al fine di vederla risarcita, la dimensione esistenziale, e non patrimoniale,di tale danno, deve allegare e provare le diverse situazioni di danno, in modo da evitare qualsiasi possibile duplicazione.

Documenti collegati

Percorsi argomentali

Aggiungi un commento


Se vuoi aggiornamenti su "Cass. civile, sez. III del 2007 numero 20987 (08/10/2007)"

inserisci la tua e-mail nel box qui sotto