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Cass. civile, sez. II del 2009 numero 5119 (03/03/2009)


Il documento con il quale taluno dichiari "io sottoscritto - come riconoscimento e compenso di tutta la assistenza, cura e amministrazione a me fatta da oltre venti anni sino a oggi da mia nipote - mi riconosco debitore di mia nipote... della somma di lire... per l'assistenza le cure, il lavoro e l'amministrazione che continuerà a farmi da oggi in poi dichiaro di darle lire... all'anno. Non avendo ora denaro mia nipote prenderà quanto le devo per come detto sopra, dopo la mia morte, a meno che non venderà l'appartamento di..." non realizza un vietato patto successorio, costituendo piuttosto un negozio inter vivos atteso che con esso la parte ha disposto la descritta attribuzione patrimoniale con la sottoscrizione della convenzione stessa, riconoscendosi fin d' allora debitrice della nipote per le causali ivi indicate e prevedendo soltanto, quanto all'estinzione del debito riconosciuto, il suo differimento dopo la sua morte, nella ipotesi di mancata vendita in vita dell'appartamento descritto.

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