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Cass. civile, sez. II del 1992 numero 4941 (24/04/1992)


Nel caso in cui con distinti atti di alienazione, anche se intervenuti a distanza di tempo, il coerede abbia trasferito ad un estraneo la sua quota indivisa di tutti i beni che compongono il patrimonio ereditario, il giudice di merito, al fine di stabilire se all' altro coerede competa il diritto di riscatto, ai sensi dello art. 732 cod. civ., deve valutare i diversi atti sia nel loro complesso, per affermare o negare l' esistenza di un collegamento rilevante a detto fine (tenendo conto del principio che ravvisa, per presunzione "iuris tantum", un trasferimento della quota ereditaria quando i beni ceduti esauriscano i diritti ereditari) sia singolarmente, per accertare se, nel caso di mancanza di qualsiasi collegamento, sussistano, in relazione a ciascuno di essi, i presupposti del riscatto.

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