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Cass. civile, sez. I del 1989 numero 2685 (02/06/1989)


L'azione concessa dall'art. 2395 c. c. individualmente al terzo per il risarcimento dei danni ad esso derivanti come conseguenza di atti colposi o dolosi di amministratori di società per azioni, postula la dimostrazione del nesso causale fra la violazione commessa ed il pregiudizio subito; pertanto, qualora il terzo alleghi di essere stato indotto, indipendentemente dalla negatività del bilancio della società, a fornire merce (poi non pagata per l'insolvenza della debitrice) perché dai bilanci risultavano circostanze non rispondenti al vero che potevano indurre i fornitori a concedere ancora la loro fiducia nella possibilità di una ripresa economica della società contraente, egli è tenuto a provare la specificità di tali circostanze, nonché l'idoneità di esse a trarlo in inganno.

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