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Validità sopravvenuta



Veniamo a considerare l'ipotesi inversa rispetto a quella costituita dall'invalidità sopravvenuta: che cioè l'atto, originariamente invalido, divenga successivamente valido.

Vengono a questo proposito in esame i casi eccezionali di sanatoria dell'atto negoziale nullo: la conferma delle disposizioni testamentarie o delle donazioni invalide (artt. 590 , 799cod.civ.), la conferma dell'atto di alienazione di fabbricati di cui all'art. 40 , III comma, l. n.47/85 relativamente al quale non siano state effettuate nell'atto le menzioni urbanistiche previste a pena di nullità, l'eliminazione della causa di invalidità inficiante l'atto costitutivo nullo di una società di capitali iscritta nel registro delle imprese ai sensi del V comma dell'art. 2332 cod.civ..

Secondo un'opinione, sarebbe recuperabile ex post anche l'atto di alienazione del bene soggetto ad uso civico che non fosse stato preceduto da provvedimento di assegnazione a categoria(ciò a cui consegue, secondo il parere dominante, la piena nullità), la cui natura fosse con evidenza ascrivibile ad una delle classificazioni di cui all'art. 12 della legge 1927 n.1766.

Notevolissima è la prescrizione di cui all'art. 2-57 della legge 662/96, secondo il quale "a seguito del rilascio della concessione in sanatoria ai sensi dell'articolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, come integrato dai commi da 37 a 59, gli atti tra vivi la cui nullità , ai sensi dell'articolo 17 (attualmente abrogato per effetto dell'entrata in vigore del T.U. in materia urbanistica 380/2001, il cui art.46 ha tuttavia reiterato il precedente testo normativo, sia pure con l'aggiunta del comma 5 bis ) e del II comma dell'articolo 40 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, non sia stata ancora dichiarata, acquistano validità di diritto" Sembra che si tratti di un eccezionale recupero legislativo di un atto precedentemente da considerarsi nullo. Ciò non basta ancora: fa seguito la norma assumendo in esame il caso in cui sia stata pronunziata la nullità dell'atto traslativo. Ove la nullità sia stata dichiarata con sentenza passata in giudicato e trascritta, può essere richiesta la sanatoria retroattiva su accordo delle parti, con atto successivo contenente gli allegati di cui al secondo comma dell'articolo 40 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, semprechè non siano nel frattempo intervenute altre trascrizioni a favore di terzi.

Anche in questo caso, pur dovendosi rilevare l'abnormità giuridica della figura, non vengono tratte le estreme conseguenze di una fattispecie costruibile in chiave di validità sopravvenuta nota1 . Essa infatti si porrebbe come incompatibile con le precedenti negoziazioni effettuate con terzi. Si faccia l'esempio di Tizio che ha venduto a Caio un immobile abusivo. Successivamente la nullità del contratto viene dichiarata con sentenza passato in giudicato. Tizio successivamente aliena l'immobile in forza di un valido contratto a Mevio. L'eventuale eccezionale recupero del primo atto di alienazione ai sensi della riferita disposizione non può pregiudicare i diritti acquisiti da Mevio. Queste considerazioni palesano l'impossibilità di parlare in senso proprio di una validità sopravvenuta che, come tale, dovrebbe retroagire, manifestando un'efficacia ex tunc. A ben vedere i fenomeni menzionati possono essere tutti costruiti come straordinarie ipotesi in cui risulta ammissibile, per il tramite di ulteriori atti negoziali o attività di carattere integrativo, pervenire al recupero degli effetti dell'atto nullo nota2.

Note

nota1

Cfr. Bianca, Diritto civile, vol. III, Milano, 2000, p.635.
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nota2

Secondo Roppo, Il contratto, in Trattato dir. priv., a cura di Iudica e Zatti, Milano, 2001, p.858, "un modo realistico per spiegare tutti questi fenomeni di recupero è la categoria della fattispecie complessa, a formazione progressiva: gli effetti che infine si producono derivano da una fattispecie composta dal contratto nullo e, in più, da un ulteriore elemento (di volta in volta la conferma, l'esecuzione, la pubblicità, il decorso del tempo)".
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Bibliografia

  • ROPPO, Il contratto, Milano, Tratt.dir.priv.Iudica Zatti, 2001

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