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Continue richieste di pagamento di un debito già estinto? L'ente pubblico può essere condannato a risarcire il danno da stress cagionato dalla condotta negligente della P.A. (Giudice di Pace di La Spezia, sent. n. 640 del 29 settembre 2015)

L’ente pubblico deve essere condannato a risarcire al contribuente il danno non patrimoniale per la reiterata richiesto di adempimento a un versamento in realtà già corrisposto dovendosi ritenere detta condotta contraria al principio generale di prudenza e diligenza ex art. 2043 c.c. e ricordare che l’azione della pubblica amministrazione deve essere ispirata ai principi di imparzialità e legalità.

Commento

(di Daniele Minussi)
Chi non ha presente il senso di malessere che si prova quando, una volta che si sia già diligentemente provveduto a pagare il debito relativo a imposte, tasse, contributi, balzelli vari, l'amministrazione continui ottusamente a reiterare la richiesta (magari accompagnata da interessi di mora)?
Bene: quando il tenore di tali richieste superi la soglia della tollerabilità (al di sotto della quale vi sono i meri fastidi della vita quotidiana) scatta la possibilità di domandare ed ottenere il risarcimento del danno scaturente dallo stress provocato, da liquidarsi in via equitativa. Nel caso di specie l'INPS instava per il pagamento dei contributi previdenziali della badante, nonostante la reiterata presentazione dei bollettini cartacei costituenti la prova dell'intervenuto pregresso adempimento.

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