Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina Privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Negozi bilaterali



Il negozio giuridico bilaterale per eccellenza è il contratto, specie negoziale che ne costituisce il paradigma normativo,  definito all'art. 1321 cod.civ. come l'accordo con il quale due o più parti costituiscono, regolano o estinguono tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.

Spesso si parla, quasi indifferentemente, quasi fossero termini sinonimici, di negozio bilaterale, di contratto, di accordo e di convenzione.

Il termine contratto possiede una connotazione eminentemente patrimoniale, in esso svolgendosi per lo più i rapporti di indole commerciale e speculativa, in armonia rispetto alla definizione già esaminata di cui all'art. 1321 cod.civ.nota1.

Agli altri atti negoziali bilaterali sprovvisti dell'elemento della patrimonialità, quali ad esempio quelli di indole familiare, non può sicuramente attagliarsi una definizione in chiave di contratto: essi pertanto vengono evocati semplicemente con la generica locuzione di negozi giuridici bilaterali (es.: il matrimonio)nota2. Quando invece la natura patrimoniale si trovasse commista a quella personale, come capita nelle convenzioni che disciplinano il regime patrimoniale della famiglia (separazione dei beni, comunione convenzionale, costituzione di fondo patrimoniale) parte della dottrina preferisce parlare di convenzioni nota3.

In realtà questi termini talvolta vengono utilizzati promiscuamente per indicare fenomeni analoghi. Non può, in particolare, essere accolta l'opinionenota4 secondo la quale mentre il contratto consisterebbe nella manifestazione di intenti reciproci (sostanzialmente la funzione di scambio) invece l' accordo sarebbe la risultante delle manifestazioni di più parti aventi lo stesse intentonota5 . La categoria dei contratti plurilaterali che assumeremo in considerazione contempla soprattutto ipotesi in cui le parti siano accomunate da un intento unitario.

Note

nota1

nota1 Bianca, Diritto civile, vol.III, Milano, 2000, p.3.
top1

nota2

nota2

Santoro-Passarelli, Dottrine generali del diritto civile, Napoli, 1997, p.213 e Del Giudice, Il matrimonio nel diritto canonico e nel diritto concordatario italiano, Milano, 1946, p.8.
top2

nota3

nota3

Messineo, Il contratto in genere, t.1, in  Trattato di dir.civ. e comm., dir. da Cicu-Messineo, Milano,1973, p.77.
top3

nota4

nota4

Barbero, Il sistema del diritto privato, Torino, 1993, p.204.
top4

nota5

nota5

Così anche Santoro-Passarelli, cit., p.214.
top5

Bibliografia

  • DEL GIUDICE, Il matrimonio nel diritto canonico e nel diritto concordatario italiano, Milano, 1946
  • MESSINEO, Il contratto in genere, Milano, Tratt. dir civ e comm., I, 1973
  • SANTORO PASSARELLI, Dottrine generali del diritto civile, Napoli, 2002

Vedi anche

Chiedi consulenza ai nostri esperti su:

Negozi bilaterali
richiedi un preventivo gratuito

Trovi ulteriori informazioni sulle Consulenze di Wikijus qui

Percorsi argomentali

Aggiungi un commento


Se vuoi aggiornamenti su "Negozi bilaterali"

inserisci la tua e-mail nel box qui sotto