Usucapibilità della servitù di veduta. (Cass. Civ., Sez. II, ord. n. 32816 del 27 novembre 2023)

Il requisito dell’apparenza della servitù discontinua, richiesto al fine della sua costituzione per usucapione, si configura quale presenza di segni visibili d’opere di natura permanente obiettivamente destinate al suo esercizio, tali da rivelare in maniera non equivoca l’esistenza del peso gravante sul fondo servente per l’utilità del fondo dominante, dovendo dette opere, naturali o artificiali che siano, rendere manifesto trattarsi non di un’attività posta in essere in via precaria, o per tolleranza del proprietario del fondo servente, comunque senza “animus utendi iure servitutis”, bensì d’un onere preciso, a carattere stabile, corrispondente in via di fatto al contenuto di una determinata servitù che, peraltro, non implica necessariamente un’utilizzazione continuativa delle opere stesse, la cui apparenza e destinazione all’esercizio della servitù permangono, a comprova della possibilità di tale esercizio e, pertanto, della permanenza del relativo possesso, anche in caso di utilizzazione saltuaria. La visibilità delle opere, ai sensi dell’art. 1061 cod. civ., deve essere tale da escludere la clandestinità del possesso e da far presumere che il proprietario del fondo servente abbia contezza dell’obiettivo asservimento della proprietà a vantaggio del fondo dominante.

Commento

(di Daniele Minussi)
Il requisito dell'apparenza, come è noto, è a fondamento della possibilità che il diritto di servitù venga acquistato per usucapione. Non importa a tal fine, invece, che si tratti di esercizio continuo (si pensi ad una servitù di acquedotto) ovvero discontinuo (come nel caso della servitù di passo): anche in quest'ultima ipotesi infatti il diritto reale parziario può ben essere acquisito a titolo originario.
Quale natura possiede la servitù di veduta?
A differenza di quanto è a dirsi per la servitù di aria e di luce, normalmente considerata non apparente (Cass. Civ. Sez. II, 6949/99), la servitù di veduta, è invece qualificabile invece come apparente e continua. Ciò ne comporta non solo l'usucapibilità, ma anche l'acquisto per destinazione del padre di famiglia, purché esista un'opera idonea e permanente, destinata in modo univoco all'esercizio della servitù (Cass. Civ. Sez. II, ord. 17922/2023).

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