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Tribunale di Bari, 4 giugno 2010. All'usufruttuario di titoli azionari è consentita la sottoscrizione dell'aumento di capitale

La sottoscrizione dell’aumento di capitale da parte del mero usufruttuario di azioni deve essere qualificata come compiuta da un terzo, dal momento che, ai sensi dell’art. 2352 c.c., all’usufruttuario non spetta il diritto di opzione.
Anche nel caso di collocamento presso un terzo dell’aumento di capitale originariamente previsto per i soci, non è configurabile un obbligo per l’organo amministrativo di determinare un sovrapprezzo.
Il collocamento presso un terzo e senza sovrapprezzo di un aumento di capitale previsto per i soci, e da costoro non sottoscritto, non integra una fattispecie di nullità per contrarietà a norma imperativa, ma assume rilievo sul piano dei rapporti tra società ed organo amministrativo.
La dichiarazione del terzo di voler sottoscrivere l’aumento di capitale rimasto inoptato da parte dei soci costituisce una autonoma proposta contrattuale, la cui accettazione - tacita - deve ravvisarsi, nella fattispecie, nel ricevimento da parte dell’amministratore del versamento effettuato a tale titolo.

Commento

(di Daniele Minussi) Del tutto condivisibile la decisione della corte di merito, che ha altresì puntualizzato come la mancata previsione dell'obbligo di versamento di un sovraprezzo quale condizione per la sottoscrizione dell'aumento del capitale da parte di soggetto terzo non integri in ogni caso una violazione di norme aventi carattere imperativo. La ratio della previsione del versamento dello stesso è infatti preordinata alla protezione dei soggetti già soci, impedendo che la differenza tra la misura del capitale sociale nominale ed il valore del patrimonio netto vada dispersa a detrimento di costoro ed a vantaggio di coloro che, estranei alla compagine sociale, vengano ad assumere la qualità di soci.
Peraltro tale ratio avrebbe potuto indurre il giudicante ad interrogarsi sulla assimilabilità tout court dell'usufruttuario ad un terzo vero e proprio e non, piuttosto, ad un riferimento soggettivo pur sempre pertinente ad una posizione già sussistente nel novero dei soci, sia pure in una con il nudo proprietario.

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